Lexambiente - Rivista Trimestrale di Diritto Penale dell'Ambiente
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Consiglio di Stato Sez. VII n. 24 del 2 gennaio 2026
Urbanistica.Abuso edilizio e tutela della proprietà
In caso di abuso non sanato né sanabile, non è conferente il richiamo alla tutela della proprietà sancito dagli artt. 42 Cost. e 1 prot. 1 CEDU che riguarda i soli immobili legittimamente edificati e che trova un limite nella salvaguardia dell’interesse, di pari rilievo costituzionale (art. 117 Cost.), all’ordinato governo del territorio cui è funzionale il potere di repressione degli abusi. Non può predicarsi alcuna violazione dell’art. 1 prot. 1 CEDU in quanto tra le regole concernenti la repressione degli abusi edilizi vi è anche quella dell’acquisizione del bene abusivo al patrimonio comunale che costituisce la naturale conseguenza giuridica dell’illecito edilizio e che presuppone l’imputabilità dell’inottemperanza che, nella specie, è fuori discussione, non avendo il ricorrente dedotto ostacoli di fatto alla rimozione dell’opera. (segnalazione Ing. M. Federici)
Partecipazione civica e legittimazione alla luce della sentenza TAR Campania n. 7451 del 2025
di Oreste PATRONE
La Corte costituzionale definisce il riparto di competenze in materia di ubicazione degli impianti energetici da fonti rinnovabili
di Stefano DELIPERI
Consiglio di Stato Sez. IV n. 9542 del 3 dicembre 2025
Rifiuti.Rapporti tra giudizio penale e giudizio amministrativo
La sentenza penale di assoluzione fa stato nel giudizio amministrativo esclusivamente quanto ai fatti materiali che vi si affermano avvenuti o non avvenuti e che sono stati oggetto del giudizio penale, ai sensi dell'art. 654 c.p.p. e non già quanto alla qualificazione dell’antigiuridicità, evidentemente operata ai soli effetti della sussistenza del reato imputato, rispetto alla quale il giudice amministrativo non è condizionato dalla pronuncia penale resa sugli stessi fatti materiali (fattispecie in tema di ordinanza sindacale di rimozione rifiuti)
Consiglio di Stato Sez. II n.9340 del 27 novembre 2025
Urbanistica.Parziale difformità che contribuisce a realizzare un complessivo mutamento dello stato dei luoghi
Nel momento in cui una parziale difformità contribuisce a realizzare un complessivo mutamento dello stato dei luoghi, essa cessa di essere tale e diviene parte integrante della mancanza di titolo. Quello esistente, cioè, dal quale ci si è discostati, diviene tamquam non esset. A ciò consegue la legittimità -recte, la doverosità – di estendere l’ordine di demolizione all’intero complesso finale, non limitandolo alla parte difforme dal titolo posseduto per realizzarne un segmento.
L'art. 27 l. 182-2025 legge semplificazioni configura una lesione dei diritti fondamentali - ecco perché va impugnato alla Corte costituzionale
di G. TEODORO
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