Ambiente in genere. Occupazione di demanio marittimo: distinzione tra reato e illecito amministrativo
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Cass. Sez. III n. 21990 del 15 giugno 2026 (UP 25 mar 2026)
Pres. Ramacci Rel. Andronio Ric. Magazzù
Ambiente in genere. Occupazione di demanio marittimo: distinzione tra reato e illecito amministrativo
In tema di occupazione abusiva di spazi demaniali marittimi, la distinzione tra il reato di cui all'art. 1161, comma 1, cod. nav. e l'illecito amministrativo previsto dal comma 2 del medesimo articolo risiede nell'immediata rimovibilità del mezzo. Perché l'occupazione integri solo la violazione amministrativa, i veicoli impiegati devono essere effettivamente capaci di circolare su strada, garantendo una rimozione agevole che non comporti modificazioni permanenti dello spazio. Qualora il mezzo perda le sue caratteristiche di mobilità (ad esempio mediante sollevamento delle ruote o allaccio stabile alla rete elettrica), la condotta configura la fattispecie penale.
Urbanistica. Abusi edilizi, mutamento di destinazione d'uso e vincoli paesaggistici
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Consiglio di Stato Sez. V n. 4188 del 25 maggio 2026
Urbanistica. Abusi edilizi, mutamento di destinazione d'uso e vincoli paesaggistici
La trasformazione di un locale seminterrato, originariamente assentito come garage, in un organismo edilizio destinato a civile abitazione con incremento di superfici e volumi, integra una difformità totale rispetto al titolo edilizio, sanzionabile con l’ordine di demolizione e ripristino ex art. 31 d.P.R. n. 380/2001. L’esercizio del potere repressivo in materia edilizia ha natura vincolata e doverosa, rendendo irrilevanti sia l’inerzia protratta dell’amministrazione, sia i motivi soggettivi o asseritamente ritorsivi che hanno dato avvio al procedimento. In ambito paesaggistico, il vincolo relativo ai corsi d’acqua ex art. 142 d.lgs. n. 42/2004 ha carattere legale e oggettivo, persistendo indipendentemente dalla portata idrica del tratto interessato; ne consegue che la creazione di nuovi volumi o superfici in tali zone preclude l’accertamento di compatibilità paesaggistica postuma ai sensi dell’art. 167 del medesimo decreto. Infine, l'occupazione di suolo pubblico accertata mediante rilievo topografico costituisce presupposto idoneo per l'ordine di ripristino, a prescindere dalle finalità protettive dei manufatti installati.
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Urbanistica. Prevalenza della normativa statale sui titoli abilitativi e legittimazione della parte civile
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Cass. Sez. III n. 21987 del 15 giugno 2026 (UP 25 marzo 2026)
Pres. Ramacci Rel. Andronio Ric. Zumkeller e altri
Urbanistica. Prevalenza della normativa statale sui titoli abilitativi e legittimazione della parte civile
In materia urbanistica, la potestà legislativa delle regioni, incluse quelle a statuto speciale, deve conformarsi ai principi generali fissati dallo Stato nel D.P.R. 380/2001, tra cui il principio della necessaria compresenza di titoli abilitativi preventivi. Gli interventi che comportino stabili incrementi di volumetria o trasformazioni permanenti del suolo (come la chiusura di tettoie o l'installazione di vasche idromassaggio interrate) non possono essere qualificati come opere precarie o di edilizia libera, anche in presenza di deroghe regionali, qualora siano destinati al soddisfacimento di esigenze permanenti e incrementino lo spazio abitativo. La valutazione dell'opera ai fini del regime abilitativo deve essere unitaria, restando preclusa la parcellizzazione dei singoli componenti. Sotto il profilo civilistico, il proprietario del fondo confinante è legittimato a costituirsi parte civile nel processo penale per reati edilizi qualora l'abuso violi norme su distanze e volumetrie, cagionando una lesione specifica al suo diritto di proprietà, ferma restando la competenza esclusiva dello Stato per il ristoro del danno
Urbanistica. Distanze edilizie: decorrenza dei termini e prevalenza della sostanza nei titoli
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Consiglio di Stato Sez. IV n. 4329 del 29 maggio 2026
Urbanistica. Distanze edilizie: decorrenza dei termini e prevalenza della sostanza nei titoli
In materia di distanze tra costruzioni, il termine decadenziale per l'impugnazione del titolo edilizio decorre dal momento in cui il vicino ha la piena percezione della portata lesiva dell’intervento. Tale consapevolezza è comprovata laddove il confinante invii una segnalazione all'Amministrazione denunciando espressamente la violazione delle distanze inderogabili ex art. 9 d.m. n. 1444/1968, non potendo l'istanza di accesso agli atti differire il termine già iniziato a decorrere. Sotto il profilo della validità del titolo, l'eventuale errore materiale del tecnico nella barratura delle caselle del modulo (SCIA "leggera" invece di "alternativa") non ne determina l'illegittimità, qualora gli elaborati progettuali e la relazione tecnica asseverata allegati permettano di identificare univocamente l'intervento come ristrutturazione edilizia pesante. In virtù del principio di prevalenza della sostanza sulla forma, l'esatta qualificazione dell'opera deve essere desunta dalla visione complessiva dei documenti che consentono all'Amministrazione di valutare la reale entità del progetto
Ecodelitti. Raddoppio dei termini di prescrizione per i delitti ambientali e sospensione della prescrizione per gli enti
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Cass. Sez. III n. 21524 del 11 giugno 2026 (UP 2 dicembre 2025)
Pres. Aceto Rel. Gentili Ric. PMT Gorizia
Ecodelitti. Raddoppio dei termini di prescrizione per i delitti ambientali e sospensione della prescrizione per gli enti
In tema di reati ambientali, i termini di prescrizione per i delitti previsti dal titolo VI-bis del libro secondo del codice penale (come l'inquinamento ambientale ex art. 452-bis c.p.) sono raddoppiati ai sensi dell'art. 157, comma 6, c.p., introdotto dalla legge n. 68 del 2015. Parallelamente, per quanto concerne la responsabilità degli enti derivante da reato (d.lgs. n. 231 del 2001), la contestazione dell'illecito amministrativo (come la richiesta di rinvio a giudizio) non solo interrompe il termine quinquennale di prescrizione, ma ne sospende il decorso fino al passaggio in giudicato della sentenza che definisce il giudizio relativo al reato presupposto, ai sensi dell'art. 22, comma 4, d.lgs. n. 231 del 2001. Ne consegue che è errata la sentenza che dichiari la prescrizione applicando i termini ordinari ai delitti ambientali o ignorando l'effetto sospensivo della contestazione sull'illecito amministrativo dell'ente
Elettrosmog. Termini di impugnazione dei titoli abilitativi per stazioni radio base
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Consiglio di Stato Sez. VI n. 4285 del 27 maggio 2026
Elettrosmog. Termini di impugnazione dei titoli abilitativi per stazioni radio base
In materia di infrastrutture di comunicazione elettronica, il termine decadenziale per l'impugnazione del titolo abilitativo (anche se formatosi per silentium) da parte dei terzi decorre dalla "piena conoscenza" del provvedimento, intesa come percezione della sua esistenza e della sua lesività. Qualora i ricorrenti contestino l’an dell’edificazione — ovvero il diritto stesso a costruire o vizi procedurali quali l’omessa pubblicità o la mancata indizione della conferenza di servizi — il termine inizia a decorrere dall’inizio dei lavori, reso palese dalla presenza del cartello di cantiere e dall'esecuzione delle prime opere strutturali, come il getto del plinto di fondazione. Tali elementi, unitamente al requisito della vicinitas, sono idonei a manifestare la potenziale lesione della sfera giuridica, imponendo al vicino l'onere di attivarsi prontamente con istanza di accesso agli atti senza attendere l'ultimazione dell'impianto. La contestazione del quomodo (distanze e dimensioni) non differisce il dies a quo se la mole dell'erigendo manufatto è già intuibile dall'entità delle fondazioni, prevalendo il principio di certezza delle situazioni giuridiche e dell'affidamento sul ritardo colpevole del terzo
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- Caccia e animali. Uccisione di animali e nozione di necessità
- Rifiuti. Onere della prova e nesso di causalità nella responsabilità ambientale
- Urbanistica. Lottizzazione abusiva, prescrizione e confisca
- Rifiuti. Responsabilità ambientale della capogruppo e natura degli obblighi di bonifica
- Rifiuti. Irretroattività della sospensione patente per abbandono rifiuti
- Urbanistica. Onere probatorio della doppia conformità e limiti oggettivi della sanatoria edilizia
- Urbanistica. Sequestro preventivo e interpretazione degli strumenti urbanistici locali
- Rifiuti. Nesso di causalità e natura della responsabilità nella bonifica ambientale
- Rumore. Configurabilità del reato di disturbo delle occupazioni e del riposo delle persone per attività di ristorazione
- Consiglio di Stato Sez. VI n. 4025 del 20 maggio 2026 Elettrosmog. Limiti alla localizzazione delle stazioni radio base e prevalenza della normativa statale
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