Urbanistica. Inammissibilità del condono per riduzione volumetrica tardiva
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Cass. Sez. III n. 17665 del 18 maggio 2026 (CC 5 maggio 2026)
Pres. Liberati Rel. Corbetta Ric. Procuratore generale presso la Corte d'appello di Napoli
Urbanistica. Inammissibilità del condono per riduzione volumetrica tardiva
In tema di condono edilizio, ai fini della sanatoria prevista dal d.l. n. 269 del 2003, la volumetria dell'opera abusiva deve essere valutata con esclusivo riferimento allo stato dell'immobile esistente alla data del 31 marzo 2003,. Non è pertanto ammissibile la riconduzione del manufatto entro i limiti volumetrici di legge (750 mc per singola istanza e 3.000 mc complessivi) mediante demolizioni parziali eseguite successivamente a tale termine, in quanto tali interventi costituiscono un indebito aggiramento della disciplina legale e uno spostamento arbitrario del termine finale previsto per la condonabilità,. Le circolari ministeriali che consentono la riduzione volumetrica ex post hanno natura di atti interni non vincolanti e non possono derogare o modificare la norma di legge primaria.
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Rifiuti. I rifiuti: ciclo di gestione, abbandono, inquinamento
I rifiuti: ciclo di gestione, abbandono, inquinamento – Maggio 2026
a cura di Gabriele SERRA
Ufficio del massimario della Giustizia amministrativa - Rassegna monotematica di giurisprudenza
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Ambiente in genere. Interpretazione della nozione di "peso animale insediato" negli allevamenti
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Consiglio di Stato Sez. IV n. 3656 del 11 maggio 2026
Ambiente in genere. Interpretazione della nozione di "peso animale insediato" negli allevamenti
In tema di distanze minime dai centri abitati per gli allevamenti zootecnici esistenti, la nozione di “peso animale insediato” — rilevante ai fini del calcolo della soglia di ampliamento una tantum consentita dai regolamenti locali di igiene — deve essere riferita alla capacità insediativa propria della struttura, intesa come elemento sostanziale e strutturale del sito. Tale parametro non può essere limitato al mero dato formale dei capi precedentemente autorizzati, poiché i titoli abilitativi (quali l'AIA o le autorizzazioni alle emissioni) possono subire variazioni o riduzioni nel tempo per fattori contingenti che non mutano l'originaria potenzialità fisica dell'impianto. Ne consegue che il raffronto per verificare il rispetto dei limiti percentuali di incremento va operato con la capacità di insediamento originaria del compendio, prescindendo dall'effettivo utilizzo della massima potenzialità in un determinato momento storico o da titoli autorizzativi intermedi meno capienti
Ecodelitti. Inquinamento ambientale: nozione di compromissione e deterioramento.
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Cass. Sez. III n. 17576 del 15 maggio 2026 (UP 13 feb 2026)
Pres. Gentili Rel. Giorgianni Ric. Graziano e Miraglia
Ecodelitti. Inquinamento ambientale: nozione di compromissione e deterioramento.
Il delitto di inquinamento ambientale (art. 452-bis c.p.) è un reato di danno a condotta alternativa, integrato dal deterioramento o dalla compromissione, "significativi" e "misurabili", delle matrici ambientali o dell'ecosistema. La "compromissione" consiste in un'alterazione funzionale del bene che incide sulla sua relazione con l'uomo e sui bisogni che deve soddisfare; il "deterioramento" consiste in uno squilibrio strutturale connesso al decadimento dello stato o della qualità del bene. Ai fini della sussistenza del reato, non è richiesta la tendenziale irreversibilità del danno (elemento distintivo del disastro ambientale), né è necessario il superamento di limiti tabellari prefissati o l'espletamento di analisi tecniche basate su scale graduate. Il reato ha natura di reato comune e può essere commesso da chiunque, compreso il gestore di fatto di un'azienda agricola che, attraverso lo sversamento illecito di reflui zootecnici, cagioni una concreta contaminazione del suolo, del sottosuolo o delle acque.
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Elettrosmog. Piano Italia 5G e vincoli alla pianificazione comunale e prevalenza delle aree bianche PNRR
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Consiglio di Stato Sez. VI n. 3527 del 5 maggio 2026
Elettrosmog. Piano Italia 5G e vincoli alla pianificazione comunale e prevalenza delle aree bianche PNRR
In materia di infrastrutture strategiche finanziate dal PNRR, la disciplina speciale di cui all'art. 4, comma 7-bis, d.l. n. 60/2024 (conv. in l. n. 95/2024) stabilisce che la qualificazione delle "aree bianche" a fallimento di mercato è riservata esclusivamente allo Stato mediante la mappatura dei pixel, configurandosi come atto vincolante e non contestabile dal Comune in sede di rilascio dell'autorizzazione unica ex art. 44 d.lgs. n. 259/2003. Le preminenti finalità di interesse pubblico connesse alla celere realizzazione delle reti mobili 5G determinano la prevalenza della pianificazione nazionale sulla regolamentazione comunale e sui piani di sviluppo degli operatori, escludendo margini di discrezionalità dell'ente locale nella localizzazione degli impianti o nella proposta di siti alternativi. Ne consegue che il diniego comunale non può fondarsi su valutazioni tecniche autonome circa l'effettiva copertura del segnale o la velocità di trasmissione, né su profili sanitari meramente ipotetici o sul principio di precauzione invocato in modo generico, qualora sussista il parere favorevole dell'ARPA circa il rispetto dei limiti di esposizione elettromagnetica fissati dalla legge.
Urbanistica. Legittimazione passiva all'ordine di demolizione e bonifica e disponibilità di fatto
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Cass. Sez. III n. 17119 del 13 maggio 2026 (UP 21 gen 2026)
Pres. Di Nicola Rel. Vergine Ric. Magazzeno
Urbanistica. Legittimazione passiva all'ordine di demolizione e bonifica e disponibilità di fatto
In tema di reati edilizi e ambientali, l'ordine di demolizione delle opere abusive e l'obbligo di ripristino e bonifica dei siti inquinati possono essere legittimamente imposti non solo al proprietario formale dell'area, ma a chiunque ne abbia la disponibilità materiale o un potere di fatto (cosiddetto "dominus"). La natura reale della sanzione e il contenuto ripristinatorio dell'ordine impongono infatti di individuare i destinatari in tutti i soggetti che, vantando un diritto reale o di godimento, ovvero un possesso di fatto al momento della pronuncia, siano in grado di adempiere materialmente all'obbligo di fare in cui la sanzione si sostanzia. Tale principio giustifica inoltre la subordinazione della sospensione condizionale della pena all'effettiva demolizione o bonifica anche nei confronti del committente non proprietario, restando invece esclusi i soli soggetti legati da un mero rapporto obbligatorio, quali il direttore dei lavori o gli esecutori materiali
- Ambiente in genere. Occupazione abusiva di demanio marittimo tramite attrezzature balneari
- Rifiuti. Competenza e motivazione nella localizzazione degli ecocentri
- Rumore. Responsabilità del gestore di bar per i rumori degli avventori e configurabilità del reato di disturbo della quiete pubblica.
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