Urbanistica. Ordine di demolizione: bilanciamento tra diritto all’abitazione e tutela ambientale
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Cass. Sez. III n. 11312 del 26 marzo 2026 (CC 25 feb 2026)
Pres. Ramacci Rel. Mengoni Ric. Petrone
Urbanistica. Ordine di demolizione: bilanciamento tra diritto all’abitazione e tutela ambientale
Il diritto all'abitazione (ex artt. 2-3 Cost. e 8 CEDU) non è assoluto, ma deve essere contemperato con la salvaguardia ambientale e l'ordinato sviluppo del territorio. La verifica di proporzionalità di un ordine di demolizione richiede di valutare: l'uso del manufatto come abituale residenza, la consapevolezza dell'illiceità, la gravità dell'abuso, il tempo trascorso per reperire soluzioni alternative e l'assenza di inerzia del condannato nel regolarizzare l’opera. In ogni caso, l'ingiustificata inottemperanza all'ingiunzione amministrativa di demolizione entro novanta giorni determina l'automatica acquisizione gratuita del bene al patrimonio comunale. Tale acquisizione comporta la perdita del diritto di proprietà e del conseguente interesse giuridico del precedente titolare a richiedere la revoca o la sospensione dell'ordine di demolizione penale, divenendo egli un soggetto terzo estraneo alle vicende del bene.
Rifiuti. Gestione illecita di rifiuti pericolosi e arresto facoltativo
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Cass. Sez. III n. 13144 del 10 aprile 2026 (CC 12 mar 2026)
Pres. Ramacci Rel. Mengoni Ric. P.M. presso Trib. Bari
Rifiuti. Gestione illecita di rifiuti pericolosi e arresto facoltativo
In seguito alla novella dell'art. 256, comma 1, d. lgs. n. 152 del 2006 (introdotta dal d.l. n. 116 del 2025, convertito in l. n. 147 del 2025), la condotta di gestione non autorizzata di rifiuti pericolosi è stata elevata a delitto, punito con la pena della reclusione da uno a cinque anni. Ne consegue che, per tale fattispecie, è legittimamente eseguibile l'arresto facoltativo in flagranza ai sensi dell'art. 381 cod. proc. pen., a prescindere dalla sussistenza delle ulteriori circostanze aggravanti previste dal comma 1-bis della medesima norma, poiché la natura delittuosa del fatto discende già dal carattere pericoloso dei rifiuti oggetto dell'attività illecita.
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Urbanistica.Opere di urbanizzazione e discrezionalità della P.A.
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Consiglio di Stato Sez. IV n. 2167 del 16 marzo 2026
Urbanistica.Opere di urbanizzazione e discrezionalità della P.A.
La scelta dell’Amministrazione comunale in ordine all’esecuzione di opere di urbanizzazione primaria (quali reti fognarie, idriche o di illuminazione) costituisce espressione di un’ampia discrezionalità in materia di politica urbanistica e allocazione delle risorse finanziarie, sindacabile solo per manifesta irragionevolezza. L’edificazione di fatto di una porzione di territorio e la sua parziale urbanizzazione non determinano l’insorgenza di un obbligo giuridico di completamento delle infrastrutture, né tale dovere può scaturire automaticamente dal rilascio di titoli edilizi onerosi, in assenza di specifiche clausole convenzionali o atti di programmazione attuali ed esecutivi. Parimenti, la costituzione di una servitù di uso pubblico mediante dicatio ad patriam non comporta il trasferimento della proprietà del bene né impone all'ente pubblico l’obbligo di realizzare nuove reti tecnologiche, restando tali interventi subordinati a valutazioni di interesse pubblico e alla disponibilità di bilancio. Conseguentemente, è legittimo il diniego comunale fondato sulla mancata previsione delle opere nel piano triennale e sulla destinazione agricola dell'area
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Beni culturali. Confisca di beni culturali e onere della motivazione tecnica
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Cass. Sez. III n. 11308 del 26 marzo 2026 (UP 28 ott 2025)
Pres. Di Nicola Rel. Gentili Ric. Iuliano e altri
Beni culturali. Confisca di beni culturali e onere della motivazione tecnica
In tema di tutela del patrimonio culturale, la qualificazione di un bene come "bene culturale", presupposto necessario per disporne la confisca obbligatoria ai sensi dell'art. 518-duedevicies cod. pen. (già art. 174, comma 3, d.lgs. n. 42 del 2004) anche in assenza di condanna, costituisce una valutazione tecnica che esula dalle ordinarie competenze del giudice. Ne consegue che, qualora la difesa produca una perizia di parte volta a contestare tale natura tecnica dell'oggetto, il giudice non può limitarsi a un richiamo apodittico a informative ministeriali superficiali o a presunzioni legali di proprietà statale. Egli ha l'obbligo di fornire una motivazione che espliciti una critica ponderazione tra le tesi contrapposte, indicando le ragioni tecniche per cui ritiene di privilegiare l'una rispetto all'altra. L'omesso esame dei contenuti della consulenza di parte integra un vizio di motivazione apparente, che inficia la legittimità del provvedimento ablativo e ne impone l'annullamento con rinvio.
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Ambiente in genere. Giurisdizione amministrativa e tutela dell’ambiente
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Giurisdizione amministrativa e tutela dell’ambiente
di Giovanni TULUMELLO
Pubblicazione dell'Ufficio Studi della Giustizia amministrativa
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Ambiente in genere.Natura del PAUR e limiti al dissenso comunale
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Consiglio di Stato Sez. IV n. 2160 del 16 marzo 2026
Ambiente in genere.Natura del PAUR e limiti al dissenso comunale
Il Provvedimento Autorizzatorio Unico Regionale (PAUR) risponde a un'esigenza di forte concentrazione procedimentale e semplificazione, in cui la determinazione finale della conferenza di servizi, espressione di una nuova competenza regionale integrata, assorbe i titoli necessari e può superare i dissensi delle amministrazioni locali. Non è configurabile un diritto di veto in capo ai Comuni, neppure in forza di norme regionali che prevedano intese per il recupero di aree dismesse, poiché ciò vanificherebbe la ratio del modulo decisionale basato sulle posizioni prevalenti. Il dissenso espresso in tale sede deve essere costruttivo, imparziale e puntualmente motivato, non potendosi risolvere in una sterile opposizione paralizzante, stante la finalità legislativa di neutralizzare le disfunzioni del silenzio e garantire l’efficienza dell’azione amministrativa.
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- Urbanistica. Responsabilità dell'appaltatore e mutamento di destinazione d'uso in centro storico
- Urbanistica.La presenza di valori ambientali e culturali fatti propri dallo strumento urbanistico comunale inibisce la realizzazione di impianti di produzione energetica da fonte rinnovabile
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- Rifiuti.Responsabilità del proprietario demaniale per l'abbandono di rifiuti
- Urbanistica. Legittimazione dell'erede e principio di proporzionalità della confisca
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