Acque. Scarichi industriali di lavanderie e onere della prova per l'assimilazione ai domestici
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Cass. Sez. III n. 19255 del 27 maggio 2026 (UP 14 maggio 2026)
Pres. Ramacci Rel. Noviello Ric. Piccillo
Acque. Scarichi industriali di lavanderie e onere della prova per l'assimilazione ai domestici
In tema di inquinamento idrico, i reflui prodotti da attività di lavanderia e stireria hanno natura industriale e richiedono preventiva autorizzazione, salvo i casi di assimilazione agli scarichi domestici previsti dalla normativa statale o regionale. Poiché detta disciplina ha natura eccezionale e derogatoria rispetto al regime ordinario, l'onere di provare la sussistenza dei requisiti per l'assimilazione grava sull'imputato.
Urbanistica. Sul mutamento di destinazione d'uso ex art. 23-ter D.P.R. 380/2001
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Sul mutamento di destinazione d'uso ex art. 23-ter D.P.R. 380/2001
(Commento a Corte costituzionale, n. 86/2026 dep. 21.5.2026)
di Massimo GRISANTI
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Urbanistica. Obbligo di attivazione e acquisizione delle opere di urbanizzazione
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Consiglio di Stato Sez. IV n. 3610 dell'8 maggio 2026
Urbanistica. Obbligo di attivazione e acquisizione delle opere di urbanizzazione
Le convenzioni urbanistiche, quali accordi sostitutivi di provvedimento ex art. 11 L. n. 241/1990, generano obbligazioni a contenuto pubblicistico preordinate alla cura dell'interesse collettivo e all'ordinato assetto del territorio. Sebbene il trasferimento della proprietà e degli oneri di manutenzione sia condizionato al completamento e al collaudo positivo delle infrastrutture, il Comune non può giustificare la propria inerzia con l'incompiutezza delle opere. Sussiste in capo all'Amministrazione un potere-dovere di attivarsi per dare esecuzione alla convenzione, esigendo l'adempimento dai soggetti obbligati o procedendo all'escussione delle garanzie fideiussorie. Tale obbligo funzionale non si estingue con il mancato esercizio dei poteri di vigilanza, permanendo il dovere del Comune di acquisire e gestire le opere di urbanizzazione primaria, in quanto infrastrutture necessarie a garantire la normale qualità del vivere e l'equilibrato inserimento degli insediamenti nel contesto urbano
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Urbanistica. Errore percettivo nel ricorso straordinario e principio di proporzionalità della confisca
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Cass. Sez. III n. 18921 del 26 maggio 2026 (CC 29 gen 2026)
Pres. Gentili Rel. Zunica Ric. De Gregorio
Urbanistica. Errore percettivo nel ricorso straordinario e principio di proporzionalità della confisca
L'errore di fatto revocatorio ex art. 625-bis cod. proc. pen. consiste in un errore percettivo, causato da una svista o un equivoco nella lettura degli atti interni al giudizio, che abbia condotto a una decisione diversa da quella che sarebbe stata altrimenti adottata,. In tema di lottizzazione abusiva, non è ravvisabile tale errore qualora la confisca sia stata confermata sulla base dell'accertata inerzia dei soggetti interessati nell'esecuzione di un programma di demolizioni parziali, finalizzato al ripristino dello stato dei luoghi in ottica di proporzionalità,. La mancata stipula formale di un "accordo sostitutivo" (ex art. 11 legge n. 241/1990) non assume rilievo decisivo se la necessità del programma di demolizioni emergeva già da precedenti atti dirigenziali e la ratio decidendi si fonda sulla condotta omissiva dei ricorrenti, che non hanno fornito prova di soluzioni alternative meno invasive della misura ablatoria.
Elettrosmog. Silenzio-assenso e perfezionamento del titolo per infrastrutture di comunicazione elettronica
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Consiglio di Stato Sez. VI n. 3446 del 4 maggio 2026
Elettrosmog. Silenzio-assenso e perfezionamento del titolo per infrastrutture di comunicazione elettronica
In tema di infrastrutture di comunicazione elettronica ex art. 44 d.lgs. n. 259/2003, il silenzio-assenso si perfeziona decorso il termine di legge, anche qualora l’istanza non sia pienamente conforme alla disciplina di riferimento, fatti salvi i casi di radicale inconfigurabilità giuridica o mancanza di documentazione essenziale. Eventuali errori procedurali commessi dall'Amministrazione, come la tardiva o incompleta convocazione della conferenza di servizi, non possono essere invocati a beneficio della stessa PA per impedire la formazione del titolo e danneggiare il privato, la cui posizione è garantita dal legislatore proprio attraverso la responsabilizzazione degli enti nell'osservanza dei termini. Una volta maturato il silenzio-assenso, l'Amministrazione perde il potere di adottare provvedimenti tardivi, potendo intervenire esclusivamente attraverso l'esercizio dei poteri di autotutela. Inoltre, nel merito paesaggistico, il mero carattere della "visibilità" dell'opera non costituisce di per sé ragione sufficiente a giustificare un diniego o prescrizioni limitative, in assenza di un'analisi specifica sull'impatto deleterio e sulla valutazione di alternative.
Urbanistica. Legittimazione all'incidente di esecuzione e ordine di demolizione
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Cass. Sez. III n. 17767 del 18 maggio 2026 (CC 22 aprile 2026)
Pres. Ramacci Rel. Galanti Ric. Scimone e altri
Urbanistica. Legittimazione all'incidente di esecuzione e ordine di demolizione
In tema di reati edilizi, l’acquisizione gratuita dell’opera abusiva al patrimonio comunale determina la perdita di legittimazione dell'ex proprietario e dei suoi eredi a richiedere la revoca dell'ordine di demolizione, salvo che per procedere alla demolizione spontanea,. Gli eredi del responsabile non vantano alcun titolo reale o personale di godimento qualora il decesso del dante causa sia avvenuto successivamente al passaggio di proprietà del bene al Comune. Il decorso del termine di 90 giorni dall'ingiunzione a demolire preclude la presentazione della domanda di sanatoria ex art. 36 D.P.R. 380/01 per carenza di legittimazione del responsabile
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