Caccia e animali.Divieto di detenzione di animali selvatici pericolosi e confisca obbligatoria
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Cass. Sez. III n. 05775 del 12 febbraio 2026 (CC 23 set 2025)
Pres. Aceto Rel. Gentili Ric. Fodriga
Caccia e animali.Divieto di detenzione di animali selvatici pericolosi e confisca obbligatoria
Il divieto di detenzione di animali vivi di specie selvatica che costituiscano pericolo per la salute e l'incolumità pubblica (art. 4, d.lgs. n. 135 del 2022) opera indipendentemente dal fatto che l'esemplare sia nato e cresciuto in cattività, anche per più generazioni (nella specie, quinta generazione di servalo), poiché la riproduzione in stato di cattività non incide sulla trasmissione del patrimonio genetico originario né modifica la collocazione dell'animale nella tassonomia zoologica delle specie pericolose. Ne consegue che la confisca di tali animali è sempre obbligatoria ai sensi dell'art. 14, comma 4, del d.lgs. n. 135 del 2022 e dell'art. 240, comma 2, n. 2, cod. pen., trattandosi di cose la cui detenzione costituisce reato, anche nel caso in cui il procedimento penale venga archiviato per particolare tenuità del fatto ex art. 131-bis cod. pen. La qualificazione degli animali come "esseri senzienti" non osta alla misura ablatoria, dovendo prevalere, nel bilanciamento degli interessi, la tutela della salute e della pubblica incolumità rispetto al legame affettivo tra il detentore e l'animale.
Urbanistica.Natura della tettoia e legittimazione ad agire del confinante
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Consiglio di Stato Sez. VII n. 699 del 27 gennaio 2026
Urbanistica.Natura della tettoia e legittimazione ad agire del confinante
Il concetto di pertinenza urbanistica, a differenza di quella civilistica, si applica esclusivamente a opere di modesta entità e accessorie, prive di autonomia funzionale o di un proprio valore di mercato. La realizzazione di una tettoia che, per dimensioni (nella specie 22 mq) e dotazioni (impianto idrico, fognario ed elettrico), sia destinata a consentire la stabile permanenza delle persone, configura una "nuova costruzione" e non un intervento di restauro o risanamento conservativo. Tali manufatti, incrementando il carico urbanistico, richiedono un titolo edilizio idoneo, non essendo sufficiente la sola Scia. Sul piano processuale, la legittimazione ad agire del proprietario confinante è integrata dal pregiudizio derivante dal possibile deprezzamento dell'immobile o dalla diminuzione della visuale e del panorama, qualora l'opera ne comprometta il godimento
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Urbanistica.Lottizzazione abusiva: natura progressiva e consumazione
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Cass. Sez. III n. 5055 del 9 febbraio 2026 (CC 15 gen 2026)
Pres. Ramacci Rel. Bucca Ric. Colantonio
Urbanistica.Lottizzazione abusiva: natura progressiva e consumazione
Il reato di lottizzazione abusiva ha natura permanente e progressiva, configurandosi come una condotta a schema libero che si protrae finché perdura l'attività che altera l'assetto territoriale in contrasto con gli strumenti urbanistici. Il momento consumativo coincide con la realizzazione delle opere più recenti, anche se meramente accessorie o funzionali a un complesso aziendale preesistente, poiché idonee a incrementare lo sfruttamento dell'area e a compromettere le scelte di destinazione riservate alla pubblica autorità. La configurabilità del reato prescinde dalla regolarità formale dei singoli interventi edilizi o dal rilascio di titoli in sanatoria, rilevando invece la trasformazione globale del territorio che ne muta la destinazione programmata. Ne consegue che non sussiste violazione del principio del ne bis in idem rispetto a precedenti giudicati concernenti singoli abusi edilizi, trattandosi di un fatto storico diverso che investe l'assetto complessivo del sito e la funzione di controllo del territorio spettante all'ente pubblico
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Beni ambientali. Limiti alla sanatoria paesaggistica e onere della prova dei volumi tecnici
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Consiglio di Stato Sez. II n. 633 del 26 gennaio 2026
Beni ambientali. Limiti alla sanatoria paesaggistica e onere della prova dei volumi tecnici
Ai sensi dell'art. 167, comma 4, del d.lgs. n. 42 del 2004, è preclusa la sanatoria paesaggistica per quegli interventi che abbiano determinato la creazione di superfici utili o volumi aggiuntivi rispetto a quelli legittimamente realizzati. L’eventuale deroga al divieto per i c.d. "vani tecnici", benché contemplata dalla prassi ministeriale, deve essere oggetto di stretta interpretazione e richiede una rigorosa dimostrazione circa l'effettiva sussistenza dei requisiti strutturali e funzionali. In particolare, l'amministrazione non può limitarsi ad affermazioni apodittiche sulla natura non abitabile dei locali, ma deve specificare le caratteristiche tecniche e la tipologia di impianti serventi ospitati, per evitare che nuovi volumi eludano il regime di tutela. In sede processuale, la vicinitas del proprietario confinante è elemento sufficiente a radicare la legittimazione ad agire, essendo il pregiudizio ambientale e patrimoniale considerato in re ipsa e derivante dalla maggiore antropizzazione dell'area.
Urbanistica.Le disposizioni in tema di agibilità quale chiave di interpretazione della definizione dell’intervento di manutenzione straordinari
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Le disposizioni in tema di agibilità quale chiave di interpretazione della definizione dell’intervento di manutenzione straordinaria
di Massimo GRISANTI
Urbanistica.Poteri del giudice dell'esecuzione sulla sanatoria edilizia
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Cass. Sez. III n. 5053 del 9 febbraio 2026 (CC 14 gen 2026)
Pres. Ramacci Rel. Pazienza Ric. Procuratore della Repubblica
Urbanistica.Poteri del giudice dell'esecuzione sulla sanatoria edilizia
In materia edilizia, il giudice dell'esecuzione investito di un'istanza di revoca dell'ordine di demolizione ha il potere-dovere di verificare non solo la formale esistenza, ma anche la legittimità sostanziale del titolo abilitativo in sanatoria. Tale verifica deve riguardare il rispetto dei requisiti di legge, inclusa la doppia conformità, e la corrispondenza tra quanto autorizzato e l'opera realizzata. Integra un vizio di motivazione l'ordinanza che si limiti ad affermazioni meramente probabilistiche o apparenti, incorrendo in travisamento dei fatti laddove ometta di accertare la reale natura dell'intervento (nella specie, una nuova costruzione in cemento armato con caratteristiche di mansarda abitativa, erroneamente considerata come semplice sostituzione di una preesistente tettoia in legno).
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