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Urbanistica - Cassazione Penale

Cass. Sez. III n. 40342 del 30 settembre 2014 (Ud 3 giu 2014)
Pres. Squassoni Est. Di Nicola Ric. Quarta
Urbanistica. Ristrutturazione dopo «decreto del fare»

L'art. 30 del d.l. 21 giugno 2013, n. 69 (c.d. "decreto del fare"), convertito con legge 9 agosto 2013, n. 98 ha mantenuto fermo il principio che costituiscono interventi di trasformazione urbanistica ed edilizia del territorio e sono subordinati al permesso di costruire gli interventi di ristrutturazione edilizia che comportino un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente, un aumento di unità immobiliari, modifiche del volume, dei prospetti e delle superfici ovvero che, limitatamente agli immobili compresi nelle zone omogenee A, comportino un mutamento della destinazione d'uso ed ha consentito, ricomprendendoli nell'ambito degli interventi di ristrutturazione edilizia soggetti perciò a Scia, sia le opere consistenti nella demolizione e ricostruzione con la stessa volumetria (non più anche con la stessa sagoma) del manufatto preesistente e sia gli interventi di ristrutturazione volti al ripristino di edifici, o parti di essi, eventualmente crollati o demoliti, attraverso la loro ricostruzione ma non ha sottratto, in tale caso, al regime del permesso di costruire le opere delle quali non sia possibile accertare la preesistente consistenza, fermo restando che se l'intervento è eseguito in zona vincolata deve, in ogni caso, essere anche rispettata la medesima sagoma dell'edificio preesistente tanto per gli interventi di demolizione e ricostruzione quanto per quelli volti al ripristino di edifici, o parti di essi, eventualmente crollati o demoliti, attraverso la loro ricostruzione.

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Acque - Giurisprudenza Amministrativa TAR

TAR Toscana, Sez. II, n. 1432, del 8 settembre 2014
Acque.Legittimità decreto regionale di decadenza della concessione mineraria per acqua minerale

Dalla documentazione acquisita in giudizio risulta che nel corso degli anni, durante le diverse gestioni della concessione mineraria, i problemi relativi all'instabilità della risorsa estratta sono stati ripetutamente verificati e hanno dato luogo a reiterati interventi degli organi sanitari e regionali finalizzati a specificare condizioni e modalità per un corretto sfruttamento della concessione. (Segnalazione e massima a cura di F. Albanese)

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Caccia e Animali - Consiglio di Stato

Consiglio di Stato, Sez. III, n. 4639, del 11 settembre 2014
Caccia e animali.Illegittimità revoca affidamento esemplare vivo ibrido di canis lupus italicus

Secondo l'art. 2 della legge 11.2.1992 n. 157 fanno parte della fauna selvatica, oggetto di tutela della legge, "le specie di mammiferi e uccelli dei quali esistono popolazioni viventi stabilmente o temporaneamente in stato di libertà naturale nel territorio nazionale”. Nel caso di fauna assimilabile a quella selvatica per condizioni di vita bisogna far prevalere la tutela dell’animale nello stato a cui è abituato. Nel caso di specie si tratta certamente di un ibrido che è cresciuto in ambiente domestico e al quale dunque non deve obbligatoriamente estendersi la tutela prevista per la fauna selvatica, essendo opposta la ratio della normativa nel senso che da quest’ultima è deducibile una regola in materia di tutela dell’ibrido solo nel caso in cui le condizioni dell’animale siano effettivamente assimilabili a quelle della fauna selvatica, mentre l’ibrido che vive in condizioni domestiche, secondo la stessa ratio, esce dall’ambito considerato dalla normativa. (Segnalazione e massima a cura di F. Albanese)

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Rumore - Cassazione Penale

Cass. Sez. III n. 40329 del 30 settembre 2014 (Ud 22 mag 2014)
Pres. Fiale Est. Gentili Ric. Mocci
Rumore. Indice di rilevazione della potenziale idoneità lesiva di una fonte sonora

Significativo indice di rilevazione della potenziale idoneità lesiva di una fonte sonora è dato dalla incidenza del fenomeno in rapporto alla media sensibilità del gruppo sociale in cui esso si verifica, mentre sono irrilevanti e di per sé insufficienti le lamentele di una o più singole persone

 

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Urbanistica - Dottrina

Il Piano di Lottizzazione, la Convenzione di Lottizzazione ed il lotto intercluso o residuale

di Antonio VERDEROSA

 

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Sviluppo sostenibile - Consiglio di Stato

Consiglio di Stato, Sez. IV, n. 4566, del 9 settembre 2014
Sviluppo sostenibile.Illegittimità assoggettamento a procedura di VIA per impianto di produzione di energia da fonte eolica

La priorità dei principi di sostenibilità energetica e di prevalenza dell'utilità derivante dalla realizzazione di impianti di energia a fonti rinnovabili di cui alla direttiva Ce n. 2001/77 ed al d.lgs. n. 387 del 2003, comporta che sia illegittimo imporre limiti alla produzione di energia elettrica derivante da fonte eolica sia per via legislativa in ragione della prevalenza del diritto comunitario su quello nazionale sia utilizzando il pregiudiziale e sistematico rinvio alla valutazione VIA come strumento di ostruzionismo per rinviare ulteriormente la definizione delle richieste di autorizzazione unica per la realizzazione e l'esercizio di un impianto di energia elettrica di fonte eolica. Tale comportamento procedimentale si pone infatti in diretta violazione del "favor" della normativa europea, emanata anche in relazione agli impegni assunti con il protocollo di Kyoto, per lo sviluppo, l'incremento e la promozione delle fonti energetiche rinnovabili. (Segnalazione e massima a cura di F. Albanese)

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Urbanistica - Consiglio di Stato

Consiglio di Stato, Sez. IV, n. 4553, del 9 settembre 2014
Urbanistica.Locuzione “edifici circostanti” ex DM 1444/1968

In applicazione del criterio letterale (privilegiato dall’art. 12 delle preleggi), si osserva che la locuzione “edifici circostanti” ex DM 1444/1968, indica lessicalmente gli edifici che si trovano intorno all’area oggetto del permesso; per contro, se il pianificatore avesse voluto riferirsi non solo agli edifici contornanti ma ad ulteriori e più distanti edifici, avrebbe associato il termine circostante ad ulteriori concetti come zona o fasce territoriale o comparto ecc…, indicando peraltro anche l’estensione del limite da prendere in considerazione, in assenza del quale, da un punto di vista geometrico, tutto può definirsi ad esso contornante rispetto al punto di riferimento. La giurisprudenza ha già affermato che “laddove lo strumento urbanistico comunale prescriva che, in una certa zona di piano, l'altezza massima degli edifici di nuova costruzione non possa superare la media dell'altezza di quelli preesistenti circostanti, tale media non può che limitarsi ai soli edifici limitrofi a quello costruendo, a rischio altrimenti di svuotare la norma urbanistica di qualunque significato, mentre essa è appunto preordinata ad evitare che fabbricati contigui o vicini presentino altezze marcatamente differenti, considerato, peraltro, che l'assetto edilizio mira a rendere omogenei gli assetti costruttivi rientranti in zone di limitata estensione. (Segnalazione e massima a cura di F. Albanese).

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Ambiente in genere - Dottrina

Il caso ILVA: profili penali-ambientali

di Carlo RUGA RIVA

 

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Rifiuti - Cassazione Penale

Cass. Sez. III n. 39203 del 24 settembre 2014 (Cc 9 lug 2014)
Pres. Fiale Est. Graziosi Ric. PM in proc. Urciuoli
Rifiuti. Abbruciamento in terra di scarti vegetali

L'articolo 14, comma 8, lettera b), d.I.24 giugno 2014 n.91 ha inserito nell'articolo 256 bis del Codice dell'ambiente il comma 6 bis. La suddetta norma, dovendosi interpretare nel suo complesso, senza isolare artificialmente il primo periodo dai seguenti, alla luce degli ordinari canoni ermeneutici, non depenalizza tout court l'abbruciamento in terra di scarti vegetali come rifiuti, bensì prevede ("...è consentita la combustione ecc.") un margine di irrilevanza della condotta ai fini del reato di cui all'articolo 256 specificamente determinato a livello quantitativo e temporale, anche a mezzo dell'individuazione amministrativa di parte di tali modalità scriminanti mediante appunto una ordinanza sindacale ad hoc, e fatto salvo il limite imposto dalle regioni per tutelare dal rischio degli incendi boschivi.

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Aria - Consiglio di Stato

Consiglio di Stato, Sez. V, n. 4588, del 10 settembre 2014
Aria.Allevamento intensivo di pollame e legittimità diniego A.I.A per immissioni olfattive maleodoranti oltre i limiti di tollerabilità.

Come rilevato dai primi giudici, è stato definitivamente accertato che il funzionamento dell’impianto in questione ha provocato immissioni olfattive che non solo hanno superato i limiti di tollerabilità ex art. 844 c.c, in quanto sono risultate inquinanti e tossiche, essendo irrilevante al riguardo la circostanza del rispetto dei valori limite fissati per le immissioni inquinanti in atmosfera e la presenza dell’autorizzazione disciplinata dal D.P.R. 24 maggio 1998, n. 203. E’ corretto l’operato dell’amministrazione che, ai fini del diniego del rilascio dell’autorizzazione integrata ambientale, ha tenuto conto di valutazioni scientifiche specifiche, non irragionevoli, non meramente presuntive, significativamente richiamando sul punto il principio di precauzione, in applicazione del quale, per qualsiasi attività che comporti un pericolo, anche solo potenziale, per la salute umana deve essere previto un alto livello di protezione. (Segnalazione e massima a cura di F. Albanese)

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Urbanistica - Consiglio di Stato

Consiglio di Stato, Sez. V, n. 4518, del 5 settembre 2014
Urbanistica.Concessione edilizia in deroga, struttura alberghiera può rientrare in categoria: “edificio di interesse pubblico”

La giurisprudenza ha evidenziato che per “edificio di interesse pubblico” ai fini del rilascio del titolo edilizio in deroga, deve intendersi ogni manufatto edilizio idoneo, per caratteristiche intrinseche o per destinazione funzionale, a soddisfare interessi di rilevanza pubblica, potendo in tale categoria ricomprendersi anche una struttura alberghiera ed il suo ampliamento. (Segnalazione e massima a cura di F. Albanese).

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