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Rifiuti - Dottrina

Discarica abusiva: rilevanza della fase post operativa e permanenza del reato

di Vincenzo PAONE

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Urbanistica - Cassazione Penale

Cass. Sez. III n. 30575 del 11 luglio 2014 (Ud. 20 mag. 2014)
Pres. Squassoni Est. Scarcella Ric. Limongi
Urbanistica. Apertura pareti finestrate

L'apertura di pareti finestrate sul prospetto di un edificio necessita del preventivo rilascio del permesso di costruire, non essendo sufficiente la mera denuncia d'inizio attività poiché si tratta d'intervento edilizio comportante una modifica dei prospetti, in quanto tale non qualificabile come ristrutturazione edilizia "minore".

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Rifiuti - Consiglio di Stato

Consiglio di Stato, Sez. V, n. 2977, del 10 giugno 2014
Rifiuti.Legittimità ordinanza del Sindaco che ha ordinato alla Regione di rimuovere e di smaltire i rifiuti, con la conseguente bonifica, dall’area al di sotto della strada di proprietà regionale

Il Sindaco non ha esercitato il potere contingibile ed urgente previsto dall’art. 54 del T.U. Enti locali n. 267 del 2000, ma quello specificamente disciplinato dall’art. 192 del decreto legislativo n. 152 del 2006, che disciplina il “divieto di abbandono”. L’art. 192 qualora vi sia la concreta esposizione al pericolo che su un bene si realizzi una discarica abusiva di rifiuti anche per i fatti illeciti di soggetti ignoti, attribuisce rilevanza esimente alla diligenza del proprietario, che abbia fatto quanto risulti concretamente esigibile, e impone invece all’amministrazione di disporre le misure ivi previste nei confronti del proprietario che, per trascuratezza, superficialità o anche indifferenza o proprie difficoltà economiche, nulla abbia fatto e non abbia adottato alcuna cautela volta ad evitare che vi sia in concreto l’abbandono dei rifiuti. La condotta illecita del terzo, ovvero la proliferazione delle condotte illecite dei terzi, non è di per sé una causa che rende non imputabile al proprietario l’evento (la trasformazione del suo terreno in discarica abusiva), né frattura il nesso di causalità tra la sua condotta colposa (id est, caratterizzata dalla trascuratezza e dall’incuria), quando costituisce un fatto prevedibile e prevenibile. L’ordinanza dell’Adunanza Plenaria 21/2013 ha rilevato come l’art. 192 attribuisce espressamente rilievo alla colpa del proprietario per il quale sussiste la colpa anche nel caso di mancanza degli accorgimenti e delle cautele che l’ordinaria diligenza suggerisce per realizzare un’efficace custodia e protezione dell’area, così impedendo che possano essere in essa indebitamente depositati rifiuti nocivi. (Segnalazione e massima a cura di F. Albanese)

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Urbanistica - Consiglio di Stato

Consiglio di Stato, Sez. VI, n. 3410, del 4 luglio 2014
Urbanistica.Vincolo cimiteriale e procedimento, attivabile dai singoli proprietari

Per pacifica giurisprudenza, il vincolo cimiteriale determina una tipica situazione di inedificabilità ex lege, suscettibile di venire rimossa solo in ipotesi eccezionali e comunque per considerazioni di interesse pubblico. Quanto sopra, in presenza delle condizioni specificate al c. 4 dell’art. 338, non anche per agevolare singoli proprietari, che abbiano effettuato abusivamente, o intendano effettuare, interventi edilizi su un’area, resa a tal fine indisponibile per ragioni di ordine igienico-sanitario, nonchè per la peculiare sacralità dei luoghi destinati alla sepoltura, senza esclusione di ulteriori esigenze di mantenimento di un’area di possibile espansione della cinta cimiteriale. L’unico procedimento, attivabile dai singoli proprietari all’interno della fascia di rispetto, pertanto, è quello finalizzato agli interventi di cui all’art. 338, comma 7, dello stesso r.d. n. 1265/1934, recupero o cambio di destinazione d’uso di edificazioni preesistenti, restando attivabile solo d’ufficio, per i motivi anzidetti, la procedura di riduzione della fascia inedificabile in questione. (Segnalazione e massima a cura di F. Albanese)

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Urbanistica - Cassazione Penale

Cass. Sez. III n. 30564 del 11 luglio 2014 (Ud. 16 mag. 2014)
Pres. Squassoni Est. Scarcella Ric. Montenero ed altri
Urbanistica. Luna park

Sulla necessità del permesso di costruire per la realizzazione di un complesso di strutture da adibire a luna park, trattandosi di attività produttiva all'aperto caratterizzata dalla durata nel tempo (almeno un anno) come desumibile dal contratto di locazione dell'area

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Rifiuti - Giurisprudenza Amministrativa TAR

TAR Veneto, Sez. III, n. 863, del 18 giugno 2014
Rifiuti.Legittimità restrizioni alla facoltà di apportare modifiche agli impianti esistenti per il trattamento dei rifiuti

L’introduzione di restrizioni alla facoltà di apportare modifiche agli impianti esistenti, limitandole agli interventi necessari a mantenerne la funzione in atto appare conforme al principio giurisprudenziale secondo cui deve ritenersi ammissibile una disciplina che produce effetti conformativi per il futuro. In tal modo non vengono infatti messi in discussione né l’intangibilità delle attività e delle opere poste in essere in conformità della disciplina previgente che mantengono la loro precedente e legittima destinazione, né il correlato principio che la cessazione di attività in essere può essere disposta solo sulla base di atti a contenuto espropriativo, e si incentiva al contempo la delocalizzazione di un impianto, la cui presenza è giudicata incompatibile con la tutela di interessi pubblici ritenuti prevalenti. (Segnalazione e massima a cura di F. Albanese)

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Elettrosmog - Giurisprudenza Amministrativa TAR

TAR Lombardia (MI), Sez. I, n. 1213, del 8 maggio 2014
Elettrosmog.SRB non possono essere localizzate indiscriminatamente in ogni sito del territorio comunale

Occorre sottolineare che nonostante il riconoscimento del carattere di opere di pubblica utilità e malgrado l’assimilazione ad ogni effetto alle opere di urbanizzazione primaria, le stazioni radio base di un impianto di telefonia mobile non possono essere localizzate indiscriminatamente in ogni sito del territorio comunale perché, al cospetto di rilevanti interessi di natura pubblica, come nel caso della tutela dei beni ambientali e culturali, la realizzazione dell’opera di pubblica utilità può risultare cedevole. Non a caso, il successivo comma 4 dello stesso art. 86 prescrive che "Restano ferme le disposizioni a tutela dei beni ambientali e culturali contenute nel decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, nonché le disposizioni a tutela delle servitù militari di cui al titolo VI, del libro II, del codice dell’ordinamento militare". (Segnalazione e massima a cura di F. Albanese)

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Danno Ambientale - Giurisprudenza Civile Merito

Corte App. Venezia, sez. IV civ.,  n. 1625 del 10 luglio 2014
Danno Ambientale. Risarcimento (vicenda centrale di Porto Tolle)

Sentenza in materia di risarcimento dei danni patrimoniali e non patrimoniali ad associazioni di protezione ambientale e a singoli privati da reati (art. 674 cp; art. 635 cp; art. 13, comma 5 DPR 203/1988) conseguenti alle emissioni della centrale termoelettrica di Porto Tolle, con affermazione di responsabilità anche degli amministratori delegati della holding.

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Beni Ambientali - Cassazione Penale

Cass. Sez. III n. 30303 del 10 luglio 2014 (Cc. 18 mar. 2014)
Pres. Squassoni Est. Grillo Ric. PM in proc. Giuliani
Beni ambientali. Individuazione terreni boschivi vincolati

In tema di tutela del paesaggio ed al fine di individuare i terreni boschivi protetti da vincolo va qualificato come bosco, alla luce della speciale normativa di settore (art. 2 del D. Lgs. 227/01) qualsiasi terreno coperto da vegetazione forestale arborea, associata o meno a quella arbustiva, da castagneti, sughereti o da macchia mediterranea, con il limite spaziale di una estensione non inferiore a 2000 mq., con larghezza media non inferiore a mt. 20 e con copertura per l’intera superficie non inferiore al 20%

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Urbanistica - Consiglio di Stato

Consiglio di Stato, Sez. IV, n. 2855, del 4 giugno 2014
Urbanistica.Destinazione ed edilizia scolastica configura vincolo conformativo

Il carattere non edificabile della destinazione ad edilizia scolastica, ha l'effetto di configurare un tipico vincolo conformativo, come destinazione ad un servizio che trascende le necessità di zone circoscritte, ed è concepibile solo nella complessiva sistemazione del territorio, nel quadro della ripartizione zonale in base a criteri generali ed astratti. La destinazione a zone per l’istruzione dell’obbligo, non comporta, quindi, l’imposizione di un vincolo espropriativo, ma solo conformativo, conseguente alla zonizzazione effettuata dallo strumento urbanistico per definire i caratteri generali dell’edificabilità in ciascuna delle zone in cui è suddiviso il territorio comunale, ponendo limitazioni in funzione dell’interesse pubblico generale. (Segnalazione e massima a cura di F. Albanese)

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Urbanistica - Giurisprudenza Amministrativa TAR

TAR Toscana, Sez. III, n. 964, del 3 giugno 2014
Urbanistica.Legittimità ordinanza demolizione per scadenza autorizzazione temporanea per ricovero attrezzi

L’avvenuta scadenza dell’autorizzazione ha sostanzialmente reso privo di titolo edilizio il manufatto, il quale è così divenuto abusivo, con la conseguenza che la contestata misura demolitoria è legittimata dall’art. 7 della legge n. 47/1985; non è invocabile al riguardo la disciplina in materia di autoannullamento della concessione edilizia, giacché nel caso in esame rileva un titolo inefficace in relazione alla permanenza dell’opera dopo il prestabilito termine. (Segnalazione e massima a cura di F. Albanese).

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