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Ambiente in genere - Dottrina

Verso un uso piu` consapevole della tutela pre-cautelare?
(nota a CdS n. 6250/2013)

di Chiara PREVETE

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Beni Ambientali - Consiglio di Stato

Consiglio di Stato, Sez. IV, n. 1338, del 19 marzo 2014
Beni Ambientali.Legittimità diniego nulla osta dell'Ente Parco per edificio abusivo con domanda di sanatoria precedente all’istituzione del vincolo

Secondo i principi sanciti dall’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato con la sentenza 22 luglio 1999, n. 20, secondo cui la circostanza che il vincolo sia sopravvenuto rispetto all'edificazione non può condurre a "considerare del tutto inesistente un vincolo di inedificabilità totale", ricadendo nella previsione di carattere generale contenuta nel primo comma dell'art. 32 della legge n. 47/1985, secondo cui "il rilascio del titolo abilitativo edilizio in sanatoria per opere eseguite su immobili sottoposti a vincolo è subordinato al parere favorevole delle amministrazioni preposte alla tutela del vincolo stesso", parere che va acquisito a prescindere dal requisito della anteriorità dell'opera rispetto al vincolo. In attuazione del principio tempus regit actum, invero, "l'obbligo di pronuncia da parte dell'autorità preposta alla tutela del vincolo sussiste in relazione alla esistenza del vincolo al momento in cui deve essere valutata la domanda di sanatoria, a prescindere dall'epoca d'introduzione del vincolo. E appare altresì evidente che tale valutazione corrisponde alla esigenza di vagliare l'attuale compatibilità, con il vincolo, dei manufatti realizzati abusivamente". La situazione non muta per effetto della normativa introdotta con il decreto legge n. 269/2003 ed, in particolare, della norma transitoria di cui al comma 43 bis, dovendosi comunque ritenere dovuto, anche in base alla disciplina previgente, l’assolvimento “dell’onere procedimentale di acquisire il prescritto parere dell’autorità preposta alla tutela del vincolo in ordine alla assentibilità della domanda di sanatoria, a prescindere dall'epoca d'introduzione del vincolo, tale valutazione essendo funzionale all’esigenza di vagliare l'attuale compatibilità dei manufatti realizzati abusivamente con lo speciale regime di tutela del bene compendiato nel vincolo. (Segnalazione e massima a cura di F. Albanese).

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Urbanistica - Consiglio di Stato

Consiglio di Stato, Sez. IV, n. 1220, del 13 marzo 2014
Urbanistica.Rapporto tra rilascio certificato di agibilità e rispetto delle norme edilizie ed urbanistiche

Il certificato di agibilità ha la funzione di accertare che l’immobile al quale si riferisce è stato realizzato nel rispetto delle norme tecniche vigenti in materia di sicurezza, salubrità, igiene, risparmio energetico degli edifici e degli impianti (come espressamente recita l’art. 24 del Testo unico dell’edilizia), mentre il rispetto delle norme edilizie ed urbanistiche è oggetto della specifica funzione del titolo edilizio. Il che comporta che i diversi piani ben possano convivere sia nella forma fisiologica della conformità dell’edificio ad entrambe le tipologie normative, sia in quella patologica di una loro divergenza, per cui, in episodi giurisprudenziali si è affermata l’illegittimità del diniego della agibilità motivato unicamente con la difformità dell’immobile dal progetto approvato, oppure, in senso opposto, l’irrilevanza del rilascio del certificato di agibilità come fatto ostativo al potere del sindaco di reprimere abusi edilizi, o alla revoca di un eventuale precedente ordine di demolizione delle opere. (Segnalazione e massima a cura di F. Albanese)

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Sviluppo sostenibile - Consiglio di Stato

Consiglio di Stato, Sez. IV, n. 1217, del 13 marzo 2014
Sviluppo sostenibile.Illegittimità autorizzazione unica per la realizzazione ed esercizio del Parco eolico per insufficiente stima previsionale e istruttoria d’impatto acustico nel decreto VIA

Nell’ambito della valutazione d’impatto ambientale non può prescindersi dalla verifica in termini previsionali, in base al progetto presentato, dell’impatto acustico dell’opera e che detta indagine vada condotta prendendo in considerazione le modalità di rilevazione ed i limiti stabiliti in esecuzione della normativa del caso. Se è vero che, nel caso in cui dalla relazione previsionale emerga, come solo possibile, la produzione di valori di emissione superiore ai limiti stabiliti, l’art. 8, comma 6 della legge-quadro n. 447/1995 e consideri sufficiente, l’indicazione delle “misure previste per ridurre o eliminare le emissioni sonore causate dall'attività o dagli impianti”, nella diversa ipotesi in cui sia accertato, nel corso dell’istruttoria, il superamento costante dei limiti in base alle previsioni progettuali, le cause dell’inquinamento acustico esigano una modifica progettuale allo scopo di ottenere l’autorizzazione alla realizzazione dell’opera. Pure a voler considerare, che il superamento dei limiti , sulla base della previsione progettuale, costituisca una mera ed ipotetica “criticità”, superabile attraverso l’adozione di misure di riduzione delle emissioni acustiche, va osservato che dell’indicazione di tali misure non vi è traccia né nell’autorizzazione impugnata né nella valutazione ambientale cui la prima fa richiamo, atti che avrebbero comunque dovuto espressamente prevederle ove ritenute tecnicamente sufficienti a rendere compatibile il progetto con i limiti all’inquinamento acustico. (Segnalazione e massima a cura di F. Albanese)

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Urbanistica - Consiglio di Stato

Consiglio di Stato, Sez. IV, n. 1238, del 13 marzo 2014
Urbanistica.Illegittimità diniego P.d.C in variante per mancato consenso dell’usufruttuario

L’amministrazione, preso atto del titolo, avrebbe dovuto limitarsi alla verifica del progetto rispetto alle norme urbanistiche ed edilizie. L’usufruttario, qualora leso nel suo godimento, avrebbe dovuto chiedere al giudice ordinario, la tutela possessoria del diritto reale o quella contrattuale, se nel contratto (com’è nel caso di specie), quest’ultimo trova la sua fonte, atteso che, lo specifico disposto normativo di cui all’art. 11 (Il rilascio del permesso di costruire non comporta limitazione dei diritti dei terzi) esclude che possano sorgere in capo ai terzi titolari di diritti reali, interessi legittimi tutelabili dinanzi al GA, quindi il diniego opposto alla richiesta di variante risulta illegittimo in quanto motivato dall’amministrazione esclusivamente con riferimento al mancato consenso dell’usufruttuario. (Segnalazione e massima a cura di F. Albanese)

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Urbanistica - Cassazione Penale

Cass. Sez. III n. 13861 del 24 marzo 2014 (Ud.11 feb. 2014)
Pres. Squassoni Est. Aceto Ric. Bragalone
Urbanistica.Sequestro e permesso di costruire in sanatoria

La mera presentazione della richiesta di permesso di costruire in sanatoria non è, di per sé, idonea ad escludere il pericolo che la libera disponibilità dell'immobile abusivamente realizzato possa aggravare o protrarre le conseguenze dell'illecito ovvero agevolarne la commissione di altri . In ogni caso, il permesso di costruire in sanatoria non estingue i reati edilizi in materia antisismica e in materia di opere in cemento armato, sicché, anche il rilascio del permesso di costruire in sanatoria (nella fattispecie relativo ad un solo muro di contenimento è circostanza del tutto ininfluente ai fini del mantenimento del vincolo reale, persistendo gli altri reati che pure sono stati consumati con la sua costruzione.

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Urbanistica - Consiglio di Stato

Consiglio di Stato, Sez. IV, n. 1241, del 13 marzo 2014
Urbanistica.Approvazione del P.U.G. accoglimento osservazioni soggetti interessati e ripubblicazione

In linea di principio, se la pubblicazione del progetto di piano regolatore generale prevista dalle diverse e concordanti leggi regionali è finalizzata alla presentazione delle osservazioni da parte dei soggetti interessati al progetto di piano quale adottato dal Comune, essa non è richiesta di regola per le successive fasi del procedimento, anche se il piano risulti modificato a seguito dell'accoglimento di alcune osservazioni o modifiche introdotte in sede di approvazione regionale, salvo che si tratti di modifiche tali da stravolgere il piano e comportare nella sostanza una nuova adozione. Il principio che da tale condivisibile regola giurisprudenziale può trarsi, infatti, è quello per cui, salve (marginali sotto il profilo statistico e della concreta esperienza giurisprudenziale) ipotesi di stravolgimento del piano, l’accoglimento dell’osservazione proposta dal privato avviene con atto modificativo che non determina ex se l’obbligo che il piano faccia “navetta” e necessitino nuovi incombenti di pubblicizzazione del medesimo. (Segnalazione e massima a cura di F. Albanese)

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Urbanistica - Consiglio di Stato

Consiglio di Stato, Sez. V, n. 1255, del 13 marzo 2014
Urbanistica.Legittimità diniego sanatoria per non conformità delle opere alla disciplina di zona

Non si può considerare di scarso impatto urbanistico-edilizio l’estensione del ballatoio tramite un balcone, la trasformazione di una finestra in porta finestra, la realizzazione del porticato sotto il suddetto nuovo balcone e i pergolati laterali, poiché, già in base alla descrizione di quei nuovi manufatti risulta che essi non possono ritenersi né opere di manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo né opere “entro la volumetria esistente”. E’ quindi legittimo il provvedimento di diniego di sanatoria ex articolo 13 della legge n. 47/1985, per non conformità delle opere alla disciplina di zona. (Segnalazione e massima a cura di F. albanese)

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Urbanistica - Cassazione Penale

Cass. Sez. III n. 13843 del 24 marzo 2014 (Ud.11 feb. 2014)
Pres. Squassoni Est. Aceto Ric. Zulian
Urbanistica.Caratteristiche dell'opera precaria

La natura precaria dell'opera edilizia non deriva dalla tipologia dei materiali impiegati per la sua realizzazione, tanto meno dalla sua facile amovibilità; quel che conta è la oggettiva temporaneità e contingenza delle esigenze che l'opera è destinata a soddisfare. Chiaro è, in tal senso, il dettato normativo che, nel definire gli interventi di nuova costruzione, per i quali è necessario il permesso di costruire o altro titolo equipollente individua - tra gli altri - i manufatti leggeri e le strutture di qualsiasi genere che siano utilizzati come depositi, magazzini e simili e "che non siano diretti a soddisfare esigenze meramente temporanee". La natura oggettivamente temporanea e contingente delle esigenze da soddisfare è richiamata anche dall'art. 6, comma 2°, lett. b, d.P.R. 380/2001 per individuare le opere che, previa mera comunicazione dell'inizio lavori, possono essere liberamente eseguite. Si tratta di criterio che significativamente, sia pure ad altri fini, l'art. 812 cod. civ. utilizza per collocare nella categoria dei beni immobili gli edifici galleggianti saldamente ancorati alla riva o all'alveo e destinati ad esserlo in modo permanente per la loro utilizzazione, così diversificandoli dai galleggianti mobili adibiti alla navigazione o al traffico in acque marittime o interne, di cui all'art. 136 cod. nav. e che, a norma dell'art. 815 cod. civ., costituiscono, invece, beni mobili soggetti a registrazione

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Elettrosmog - Consiglio di Stato

Consiglio di Stato, Sez. V, n. 1269, del 13 marzo 2014
Elettrosmog.Tralicci radiotelevisivi e titoli abilitativi ante D.Lvo 259/2003

L'avvenuto crollo di un traliccio per trasmissioni radio non toglie che per la sua ricostruzione sia necessario l'ulteriore rilascio di una concessione edilizia. Prima dell’avvento della legge n. 223 del 6 agosto 1990 chi intenda installare un impianto di trasmissione radiotelevisiva deve di regola munirsi sia dell'autorizzazione ministeriale che della concessione edilizia. L’art. 4 della legge n. 223 del 1990 ha confermato poi in modo espresso ed inequivocabile l’esigenza che anche la realizzazione degli impianti radio-televisivi fosse legittimata da una concessione edilizia. E la giurisprudenza è pacifica nel senso che anche sotto la vigenza di tale legge, l’installazione ed esercizio di impianti di diffusione sonora e televisiva fosse soggetta, appunto, alla necessità di due autonome e distinte concessioni, quella radiotelevisiva e quella urbanistica-edilizia, la prima configurandosi come titolo di legittimazione a presentare richiesta per la seconda. Si reputava soggetto a concessione edilizia ex art. 1 della legge 28 gennaio 1977 n. 10 ogni intervento sul territorio preordinato alla perdurante modificazione dello stato dei luoghi (pur in assenza di opere in muratura), ivi inclusa appunto anche l'installazione di un’antenna-radio ancorata al suolo, quando non precaria e visibile dai luoghi circostanti. (Segnalazione e massima a cura di F. Albanese)

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Urbanistica - Consiglio di Stato

Consiglio di Stato, Sez. V, n. 1267, del 13 marzo 2013
Urbanistica.Distanza tra costruzioni su fondi finitimi

La distanza tra costruzioni su fondi finitimi va calcolata tenendo conto di qualsiasi elemento che sporga da una di esse, non assumendo rilevanza, ai fini dell'interesse tutelato dalla norma (nel suo triplice aspetto della tutela della sicurezza, della salubrità e dell'igiene), che lo sporto sia inadatto all'incremento volumetrico o superficiario della costruzione o che aggetti solo per una parte della facciata, restando esclusi soltanto gli sporti ornamentali, se inidonei a determinare intercapedini dannose o pericolose. (Segnalazione e massima a cura di F. Albanese)

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