Urbanistica. Immanenza dell'abusività edilizia e prosecuzione degli interventi
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Cass. Sez. III n. 12730 del 07 aprile 2026 (CC 25 marzo 2026)
Pres. Ramacci Rel. Noviello Ric. Deiana e altra
Urbanistica. Immanenza dell'abusività edilizia e prosecuzione degli interventi
In tema di reati edilizi, vige il principio di "immanenza" dell'abuso, per cui la connotazione di abusività di un'opera illecita permane sull'immobile in modo persistente e ininterrotto anche dopo la cessazione della permanenza del reato (per ultimazione o interruzione dei lavori). Ne consegue che qualsiasi ulteriore attività edilizia realizzata sulla struttura abusiva, sebbene non ancora legalmente sanata, si traduce in una condotta illecita che integra la "prosecuzione" del precedente abuso, dando vita a un nuovo reato con autonomi termini di prescrizione. Tale principio impedisce di considerare lecitamente le opere successive — anche se astrattamente riconducibili alla manutenzione ordinaria o all'edilizia libera — in quanto esse incidono su un organismo unitario originariamente illegale, coinvolgendo l'intero intervento nell'illegalità. Ai fini della prescrizione e del carico urbanistico, il manufatto va dunque valutato unitariamente, escludendo la possibilità di distinguere tra parti anteriori e successive o di invocare il ne bis in idem per gli interventi di modifica o ampliamento eseguiti su strutture già oggetto di precedenti ordini di demolizione inottemperati.
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Urbanistica. Rapporto tra ordine di demolizione e rimessione in pristino
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Cass. Sez. III n. 12376 del 2 aprile 2026 (UP 15 gen 2026)
Pres. Ramacci Rel. Andronio Ric. Langella
Urbanistica. Rapporto tra ordine di demolizione e rimessione in pristino
In tema di reati ambientali e urbanistici, la sanzione amministrativa della rimessione in pristino dello stato dei luoghi, prevista per il reato paesaggistico, possiede un ambito applicativo più ampio ed efficace rispetto all'ordine di demolizione edilizio. Ne consegue che, qualora permanga la condanna per il reato paesaggistico, la revoca dell'ordine di demolizione è superflua anche in caso di assoluzione dal reato urbanistico, poiché l'effetto ripristinatorio resta assicurato dalla rimessione in pristino, nella quale la demolizione deve ritenersi assorbita o implicitamente ricompresa
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Urbanistica. Inoppugnabilità del diniego di sanatoria e repressione degli abusi edilizi
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Consiglio di Stato Sez. III n. 2428 del 23 marzo 2026
Urbanistica. Inoppugnabilità del diniego di sanatoria e repressione degli abusi edilizi
Il diniego di sanatoria edilizia non impugnato nei termini acquista carattere di definitività, precludendo la possibilità di rimetterne in discussione i presupposti — quali l’insanabilità o l’incompatibilità paesaggistica — in sede di successiva impugnazione degli ordini di demolizione. La presentazione di una nuova istanza di sanatoria sostanzialmente identica a quella già respinta non genera un nuovo obbligo di provvedere in capo all’Amministrazione né riapre i termini di impugnazione, configurandosi il successivo diniego come atto meramente confermativo. L’attività di repressione degli abusi edilizi costituisce un atto vincolato che non richiede una specifica motivazione sull’interesse pubblico, il quale è considerato in re ipsa nel ripristino della legalità, specialmente in presenza di stringenti vincoli paesaggistici
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Urbanistica. Esecutività dell'ordine di demolizione e continuazione tra reati
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Cass. Sez. III n. 11802 del 30 marzo 2026 (CC 25 feb 2026)
Pres. Ramacci Rel. Corbetta Ric. Marone
Urbanistica. Esecutività dell'ordine di demolizione e continuazione tra reati
L'esecutività dell'ordine di demolizione impartito con una sentenza di condanna irrevocabile permane anche qualora il reato cui si riferisce venga posto, sia in fase esecutiva che nel giudizio di merito, in continuazione con un altro fatto criminoso oggetto di successiva condanna. L'istituto della continuazione, finalizzato al temperamento del cumulo materiale delle pene per il principio del favor rei, comporta la mera unificazione delle sanzioni detentive o pecuniarie e non determina la caducazione delle statuizioni accessorie o degli ordini di ripristino dell'assetto urbanistico già definitivi. Inoltre, l'eventuale impossibilità tecnica di demolire il manufatto abusivo senza danneggiare porzioni lecite dell'immobile non costituisce legittimo impedimento all'esecuzione, specialmente quando tale situazione sia imputabile alla condotta del condannato che ha realizzato l'opera in aderenza o sopraelevazione. Infine, la sospensione dell'ordine di demolizione in pendenza di istanza di condono è subordinata a una prognosi favorevole sull'esito della stessa e sulla rapidità della conclusione del procedimento amministrativo.
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Urbanistica. Efficacia probatoria del giudicato amministrativo e insanabilità sismica postuma
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Cass. Sez. III n. 12734 del 7 aprile 2026 (CC 25 marzo 2026)
Pres. Ramacci Rel. Noviello Ric. Pubblico Ministero
Urbanistica. Efficacia probatoria del giudicato amministrativo e insanabilità sismica postuma
Le sentenze irrevocabili civili e amministrative sono acquisibili nel processo penale ai fini della prova del fatto ex art. 238-bis c.p.p., pur restando prive di efficacia vincolante sulla qualificazione giuridica riservata al giudice penale. In materia edilizia, l'ingiustificata inottemperanza all'ingiunzione di demolizione determina l'acquisizione automatica e gratuita del bene al patrimonio comunale, facendo venir meno la legittimazione del condannato a richiedere titoli in sanatoria. Il requisito della "doppia conformità" di cui all'art. 36 d.P.R. 380/2001 impone il rispetto non solo della disciplina urbanistica, ma dell'intera normativa edilizia e sismica; ne consegue che l'assenza di preventiva autorizzazione sismica rende l'opera insanabile, non essendo ammesso nell'ordinamento l'istituto della sanatoria sismica postuma. In presenza di violazioni urbanistiche, l'ordine di demolizione ex art. 31 d.P.R. 380/2001 prevale sulla disciplina settoriale sismica di cui all'art. 98, impedendo al giudice di impartire prescrizioni di conformazione in alternativa all'abbattimento.
Elettrosmog. Il fallimento delle politiche regolatorie di semplificazione nel settore delle telecomunicazioni
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Il fallimento delle politiche regolatorie di semplificazione nel settore delle telecomunicazioni.
di Giuseppe TEODORO
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