Urbanistica. Illeceità del frazionamento delle domande di condono edilizio
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Cass. Sez. III n. 10073 del 16 marzo 2026 (CC 25 feb 2026)
Pres. Ramacci Rel. Macrì Ric. Sardella
Urbanistica. Illeceità del frazionamento delle domande di condono edilizio
In tema di condono edilizio, ogni edificio deve essere inteso come un complesso unitario facente capo a un unico soggetto legittimato, con la conseguenza che le istanze di oblazione devono riferirsi a un'unica concessione in sanatoria riguardante l'immobile nella sua totalità. È pertanto vietata la presentazione fittizia di plurime domande di sanatoria per singole porzioni di un medesimo manufatto allo scopo di eludere i limiti volumetrici previsti dalla legge, poiché tali operazioni integrano un’ipotesi elusiva della normativa urbanistica. La regola dell'unicità della concessione può essere derogata solo nel caso di distinte istanze presentate dai diversi proprietari o soggetti aventi titolo per le sole porzioni di rispettiva appartenenza, fermo restando il divieto di artificiosi frazionamenti finalizzati ad aggirare i limiti di consistenza degli immobili.
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Rifiuti.Responsabilità della curatela per la gestione post-operativa di discarica
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Consiglio di Stato Sez. IV n. 2022 del 12 marzo 2026
Rifiuti.Responsabilità della curatela per la gestione post-operativa di discarica
Gli obblighi di gestione post-operativa, messa in sicurezza e ripristino ambientale di una discarica già facente capo a una società fallita gravano sulla curatela fallimentare, la quale assume la detenzione dei beni del fallito ipso iure al momento della dichiarazione di fallimento. Tale responsabilità di diritto pubblico non viene meno in forza della rinuncia alla liquidazione del bene ai sensi dell’art. 104-ter l.f. (cosiddetta derelizione), trattandosi di un atto di natura meramente privatistica inidoneo a dismettere gli oneri ambientali volti al recupero materiale del sito e alla prevenzione di pericoli per l'incolumità pubblica. Ne consegue che la curatela, in quanto custode della fonte di potenziale inquinamento, è legittima destinataria delle ordinanze sindacali e provinciali di asporto del percolato e messa in sicurezza, a prescindere dall'autorizzazione all'esercizio provvisorio dell'impresa o dall'imputabilità soggettiva della contaminazione alla procedura medesima
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Rumore.Inquinamento acustico e limiti del sindacato sulla discrezionalità tecnica
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Consiglio di Stato Sez. IV n. 1612 del 2 marzo 2026
Rumore.Inquinamento acustico e limiti del sindacato sulla discrezionalità tecnica
In materia di autorizzazioni per spettacoli e trattenimenti pubblici, la verifica dei requisiti acustici delle sorgenti sonore ex d.P.C.M. n. 215/1999 deve precedere l'esercizio dell'attività, garantendo che le rilevazioni tecniche siano condotte in condizioni di esercizio verosimili. È illegittimo per difetto di istruttoria e irragionevolezza manifesta il provvedimento basato su una relazione tecnica eseguita in assenza di pubblico e in orario diurno, poiché l’art. 5 del citato decreto impone di considerare il numero di persone mediamente presenti e le abituali impostazioni dell’impianto. Il sindacato giurisdizionale sulla discrezionalità tecnica non è limitato a un controllo estrinseco dell’iter logico, ma si estende alla verifica dell’attendibilità scientifica e della coerenza delle operazioni tecniche rispetto al parametro normativo. Persiste, inoltre, l’interesse del vicino alla decisione nel merito ai sensi dell’art. 34, comma 3, c.p.a. a fini risarcitori, anche qualora l’atto sia divenuto inefficace, essendo sufficiente la sola dichiarazione di voler agire per il ristoro del danno
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Caccia e animali. Detenzione di animali in condizioni incompatibili
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Cass. Sez. III n. 10022 del 16 marzo 2026 (CC 26 feb 2026)
Pres. Ramacci Rel. Macrì Ric. Cattafi
Caccia e animali. Detenzione di animali in condizioni incompatibili
Integra il reato di cui all'art. 727, comma 2, cod. pen. la detenzione di un cane sul balcone di un appartamento in scarse condizioni igieniche e in presenza di diffusi escrementi, trattandosi di situazione incompatibile con la natura dell'animale e produttiva di gravi sofferenze. Ai fini dell'adozione del sequestro preventivo, il pericolo di sofferenza non è escluso dalla apparente buona salute dell'animale documentata da rilievi fotografici, qualora l'ambiente di detenzione non risulti bonificato
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Urbanistica.Inedificabilità assoluta in fascia di rispetto idraulica e limiti alla sanatoria edilizia
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Consiglio di Stato Sez. III n. 1748 del 5 marzo 2026
Urbanistica.Inedificabilità assoluta in fascia di rispetto idraulica e limiti alla sanatoria edilizia
Il vincolo di inedificabilità nella fascia di rispetto idraulica, ai sensi dell'art. 133 del r.d. n. 368/1904, riveste natura conformativa e reale, gravando direttamente sul bene a tutela della sicurezza pubblica e della prevenzione del rischio esondativo. Tale regime non ammette deroghe e opera indipendentemente dal soggetto che ha materialmente realizzato le opere, rendendo il diniego di accertamento di conformità un atto dovuto e vincolato in presenza di manufatti che ostacolino la fascia di rispetto
Beni ambientali.Responsabilità del Sindaco per l'alterazione di bellezze naturali (art. 734 c.p.)
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Cass. Sez. III n. 10064 del 16 marzo 2026 (UP 15 gen 2026)
Pres. Ramacci Rel. Noviello Ric. Pucci
Beni ambientali.Responsabilità del Sindaco per l'alterazione di bellezze naturali (art. 734 c.p.)
La contravvenzione di cui all’art. 734 cod. pen. punisce l’alterazione delle bellezze naturali non solo in senso naturalistico, ma anche giuridico, quale arbitraria trasformazione di un interesse della comunità al bene tutelato. Il reato, a forma libera, è integrabile da qualsiasi condotta, commissiva od omissiva, che distrugga o alteri luoghi individuati come meritevoli di specifica protezione. Non costituendo una norma penale in bianco, il suo disvalore risiede nell'evento causato e non nella violazione di specifici precetti amministrativi. Risponde pertanto del reato il Sindaco che, avvalendosi del peso obiettivo del proprio ruolo e indipendentemente dalla titolarità di formali poteri gestori, deliberi di non alimentare idricamente un bacino naturale (nella specie, un lago alpino oltre i 2000 metri), causandone il drastico abbassamento del livello con conseguenti danni alla flora e alla fauna. L'alterazione sussiste anche quando la bellezza dei luoghi possa essere ripristinata, non essendo richiesta l'irreparabilità del danno.
- Urbanistica.Inammissibilità della fiscalizzazione per abusi integrali o trasformazioni radicali
- Ecodelitti.Confisca per equivalente per il reato di attività organizzata per il traffico illecito di rifiuti
- Ambiente in genere.Decadenza dalla concessione demaniale per preposizionamento di attrezzature balneari.
- Rifiuti.Trasporto con mezzo non iscritto all'Albo: qualificazione giuridica e particolare tenuità del fatto
- Urbanistica.Natura propter rem della demolizione e responsabilità dell'acquirente
- Urbanistica. Mutamento di destinazione d'uso e parcheggio in area vincolata
- Acque. Servizio idrico integrato e relativa tariffazione
- Elettrosmog.Limiti alla localizzazione di impianti di telefonia mobile in aree di pregio paesaggistico
- Urbanistica.Rapporto tra disciplina dello spettacolo viaggiante e titoli abilitativi edilizi
- Rifiuti.Responsabilità sussidiaria del proprietario per inquinamento e abbandono rifiuti
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