Rifiuti.Trasporto con mezzo non iscritto all'Albo: qualificazione giuridica e particolare tenuità del fatto
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Cass. Sez. III n. 10042 del 16 marzo 2026 (UP 20 feb 2026)
Pres. Liberati Rel. Scarcella Ric. Nicolae
Rifiuti.Trasporto con mezzo non iscritto all'Albo: qualificazione giuridica e particolare tenuità del fatto
L'utilizzo di un mezzo di trasporto diverso da quello oggetto della comunicazione di iscrizione all'Albo dei gestori ambientali integra la meno grave ipotesi di reato di cui all'art. 256, comma 4, d.lgs. n. 152 del 2006, e non la fattispecie di trasporto abusivo prevista dal comma 1, atteso che il soggetto agisce in carenza dei requisiti e delle condizioni richieste per le iscrizioni o comunicazioni. Ai fini del riconoscimento della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto ex art. 131-bis cod. pen., il giudice deve fondare la propria valutazione su parametri di natura e struttura oggettiva, i quali operano su un piano distinto rispetto a quelli riguardanti la personalità e la "biografia penale" del reo; ne consegue che l'esistenza di precedenti penali non preclude di per sé l'applicazione dell'istituto, qualora le modalità dell'azione e l'esiguità del danno o del pericolo ne giustifichino il riconoscimento
Urbanistica.Natura propter rem della demolizione e responsabilità dell'acquirente
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Consiglio di Stato Sez. II n. 1517 del 25 febbraio 2026
Urbanistica.Natura propter rem della demolizione e responsabilità dell'acquirente
L'ordinanza di demolizione di opere abusive ha natura di atto dovuto e rigorosamente vincolato a carattere ripristinatorio, per la cui adozione l'amministrazione non è tenuta a motivare l'interesse pubblico, essendo questo coincidente con il ripristino della legalità violata. L'obbligo di demolizione si configura come un'obbligazione propter rem, con la conseguenza che il destinatario dell'ingiunzione va individuato nel soggetto che ha la disponibilità del bene al momento dell'adozione dell'atto, a prescindere dalla sua responsabilità materiale nella commissione dell'illecito o dal suo stato soggettivo di dolo o colpa. Il nuovo acquirente succede infatti in tutti i rapporti giuridici attivi e passivi relativi al bene, subendo gli effetti dei provvedimenti sanzionatori anche se l'abuso è stato compiuto dal dante causa. Ai fini della validità del provvedimento, è sufficiente che esso contenga la descrizione analitica delle opere e le ragioni della loro abusività, restando irrilevante il tempo trascorso dalla realizzazione dell'abuso o la mancata contestuale ingiunzione ai responsabili materiali. Gli abusi edilizi devono essere valutati unitariamente nella loro globalità, essendo irrilevante il frazionamento dei singoli interventi ai fini del pregiudizio arrecato al regolare assetto del territorio
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Urbanistica. Mutamento di destinazione d'uso e parcheggio in area vincolata
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Cass. Sez. III n. 10010 del 16 marzo 2026 (CC 26 feb 2026)
Pres. Ramacci Rel. Macrì Ric. Gutkowski Loffredo Mariano Guido
Urbanistica. Mutamento di destinazione d'uso e parcheggio in area vincolata
L'adibizione sistematica di un'area verde situata in zona sottoposta a vincoli paesaggistici e ambientali (nella specie, riserva naturale) ad attività commerciale di parcheggio configura una trasformazione del territorio urbanisticamente rilevante, soggetta a permesso di costruire e autorizzazione paesaggistica, anche in assenza di opere edilizie stabili o sbancamenti. Tale attività determina un oggettivo aumento del carico urbanistico e antropico, comportando rischi di alterazione ambientale e disturbo alla fauna incompatibili con la destinazione di "zona bianca" o protetta. Integra pertanto i reati edilizio e paesaggistico il mutamento di destinazione d'uso attuato in spregio degli strumenti urbanistici, non assumendo rilievo la natura stagionale dell'attività né il possesso di autorizzazioni settoriali (es. scarichi reflui), le quali non possono surrogare i titoli abilitativi edilizi né ingenerare un legittimo affidamento in capo al soggetto consapevole della situazione giuridica dell'area
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Acque. Servizio idrico integrato e relativa tariffazione
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Consiglio di Stato Sez. IV n. 2164 del 29 marzo 2026
Acque. Servizio idrico integrato e relativa tariffazione
Il procedimento tariffario è di tipo binario e prevede una proposta dell’autorità d’ambito, seguita dalla approvazione dell’autorità di settore (ARERA): ne consegue che la tariffa predisposta ed applicata dall’ente d’ambito ha solo “efficacia provvisoria” e gli effetti della tariffa soltanto proposta dall’ente d’ambito sono provvisori e in ogni caso non irreversibili (segnalazione e massima Avv. E Gaz)
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Elettrosmog.Limiti alla localizzazione di impianti di telefonia mobile in aree di pregio paesaggistico
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Consiglio di Stato Sez. VI n. 1508 del 25 febbraio 2026
Elettrosmog.Limiti alla localizzazione di impianti di telefonia mobile in aree di pregio paesaggistico
Ai sensi dell’art. 8, comma 6, della legge n. 36/2001, i Comuni possono legittimamente disciplinare il corretto insediamento territoriale delle stazioni radio base, introducendo divieti di localizzazione in specifiche porzioni del territorio, quali i crinali, qualora ciò risponda a comprovate esigenze di tutela paesaggistica ed ambientale. La nozione di "sito sensibile" può ricomprendere aree caratterizzate da peculiare pregio morfologico e naturalistico, individuate dai piani di settore su indicazione delle autorità preposte alla tutela del vincolo. L’assimilazione di tali impianti alle opere di urbanizzazione primaria non ne comporta la deregolamentazione urbanistica, né l'esenzione dal rispetto dei piani territoriali di coordinamento paesaggistico (PTCP), restando necessaria una valutazione concreta del loro impatto visivo in zone di elevata sensibilità. Tali limiti localizzativi sono legittimi laddove risultino frutto di un ragionevole bilanciamento tra l'interesse pubblico alla copertura di rete e il valore costituzionale del paesaggio, evitando divieti generalizzati e indifferenziati
Urbanistica.Rapporto tra disciplina dello spettacolo viaggiante e titoli abilitativi edilizi
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Cass. Sez. III n. 10059 del 16 marzo 2026 (UP 15 gen 2026)
Pres. Ramacci Rel. Noviello Ric. Cioffi
Urbanistica.Rapporto tra disciplina dello spettacolo viaggiante e titoli abilitativi edilizi
La disciplina speciale in materia di spettacoli viaggianti (Legge n. 337 del 1968) non deroga alla normativa urbanistica, edilizia e paesaggistica, ma riguarda esclusivamente interventi intrinsecamente precari e temporanei, destinati a soddisfare esigenze contingenti. L'installazione stabile di strutture e attrazioni ludiche su area privata, comportante una trasformazione duratura del territorio in contrasto con la destinazione agricola di zona, integra il reato di lottizzazione abusiva e la violazione del vincolo paesaggistico. La precarietà di un'opera non può essere desunta dal semplice carattere stagionale dell'attività, dovendo invece ricollegarsi all'obiettiva destinazione a un uso temporaneo e alla sua pronta rimozione al venir meno della funzione. In difetto di tali requisiti di temporaneità e precarietà strutturale, è sempre necessario il previo rilascio del permesso di costruire e, ove previsto, dell'autorizzazione paesaggistica.
- Rifiuti.Responsabilità sussidiaria del proprietario per inquinamento e abbandono rifiuti
- Caccia e animali.Sequestro probatorio di animali e corse clandestine
- Rifiuti.RAEE fotovoltaici
- Urbanistica.Inapplicabilità della fiscalizzazione dell'abuso edilizio in zona vincolata
- Rifiuti.Successione universale ex lege e responsabilità per danno ambientale
- Ecodelitti.Competenza funzionale distrettuale per il traffico illecito di rifiuti e abnormità del provvedimento di regressione
- Caccia e animali.Natura del fondo chiuso e operatività del divieto di esercizio venatorio
- Rifiuti.Gestione illecita e doveri del produttore
- Sviluppo sostenibile.Impianti agrivoltaici e onere di motivazione nel bilanciamento degli interessi
- Urbanistica.Rilevanza paesaggistica e urbanistica di recinzioni metalliche e opere precarie
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