Urbanistica. Titolo abilitativo per opere di sbancamento e prosecuzione di lavori abusivi
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Cass. Sez. III n. 19269 del 27 maggio 2026 (CC 9 apr 2026)
Pres. Ramacci Rel. Di Stasi Ric. Pisciuneri
Urbanistica. Titolo abilitativo per opere di sbancamento e prosecuzione di lavori abusivi
In tema di reati urbanistici, le opere di scavo, di sbancamento e di livellamento del terreno che non abbiano finalità agricola, ma siano idonee a incidere sul tessuto urbanistico e a comportare una modifica permanente dei luoghi, necessitano del preventivo rilascio del permesso di costruire, configurando in difetto il reato di cui all'art. 44 d.P.R. n. 380/2001. La prosecuzione di lavori edili su manufatti o interventi originariamente abusivi integra una nuova condotta illecita, indipendentemente dall'entità delle attività compiute e anche qualora per l'edificazione iniziale sia maturato il termine di prescrizione, poiché i nuovi interventi partecipano della medesima illegittimità dell'opera principale alla quale sono strutturalmente e funzionalmente connessi.
Rifiuti. La regolazione del servizio di gestione dei rifiuti urbani e la dialettica con il contratto di servizio nella giurisprudenza amministrativa: punti fermi e nodi ancora da sciogliere
La regolazione del servizio di gestione dei rifiuti urbani e la dialettica con il contratto di servizio nella giurisprudenza amministrativa: punti fermi e nodi ancora da sciogliere
di Marco LANCIERI
Pubblicazione dell'Ufficio Studi della Giustizia amministrativa
Acque. Assoggettabilità ad AIA dei depuratori di reflui industriali
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Consiglio di Stato Sez. IV n. 3778 del 13 maggio 2026
Acque. Assoggettabilità ad AIA dei depuratori di reflui industriali
Un impianto di depurazione a gestione indipendente che tratti reflui provenienti da installazioni soggette ad AIA rientra nella categoria IPPC 6.11 dell’Allegato VIII alla Parte II del d.lgs. n. 152/2006, richiedendo obbligatoriamente l'Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA). Tale regime prevale sull’AUA qualora le acque trattate non siano “coperte” dalla direttiva 91/271/CEE, circostanza che si verifica ogniqualvolta i reflui industriali immessi in fognatura non rispettino, a monte del depuratore, i limiti di accettabilità fissati dall'art. 107, comma 1, del Codice dell’Ambiente. In applicazione dei principi di prevenzione e precauzione, l'assoggettamento al regime più rigoroso è doveroso in mancanza di sistemi di pretrattamento idonei presso gli stabilimenti produttivi. L'AIA garantisce infatti che il trattamento finale di reflui ad elevato potenziale inquinante assicuri l'abbattimento dei componenti nocivi mediante l'impiego delle migliori tecniche disponibili (BAT). L'estraneità dell'impianto al servizio idrico integrato e l'applicazione di deroghe regolamentari ai limiti tabellari confermano la necessità del titolo integrato.
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Urbanistica. Autonomia del gudice penale e limiti del giudicato amministrativo in materia edilizia
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Cass. Sez. III n. 19245 del 27 maggio 2026 (UP 09 apr 2026)
Pres. Ramacci Rel. Di Stasi Ric. De Angelis e altro
Urbanistica. Autonomia del gudice penale e limiti del giudicato amministrativo in materia edilizia
In tema di reati edilizi, il giudice penale conserva piena autonomia di giudizio rispetto alle decisioni del giudice amministrativo acquisite ex art. 238-bis cod. proc. pen., non sussistendo alcun automatismo nel recepimento dei fatti e dei giudizi ivi contenuti. Tale autonomia è particolarmente rilevante qualora il giudicato amministrativo si sia formato su presupposti formali o su rappresentazioni dei luoghi risultate false in sede penale. Il principio di correlazione tra accusa e sentenza (artt. 521 e 522 cod. proc. pen.) non è violato se il fatto storico dell'edificazione abusiva rimane immutato, pur mutando la valutazione sulla legittimità del titolo abilitativo. Infine, la prosecuzione di lavori su un manufatto abusivo configura una nuova condotta illecita autonoma, a prescindere dall'entità degli interventi e anche se i reati relativi alla costruzione iniziale sono estinti per prescrizione, in quanto i nuovi lavori mutuano l'illegittimità dell'opera principale.
Beni Ambientali. Piano Paesaggistico, Piano del Parco e Governo del Territorio: la prevalenza della tutela paesaggistica tra D.Lgs. 42/2004, L. 394/1991 e L.R. Campania 16/2004
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Piano Paesaggistico, Piano del Parco e Governo del Territorio: la prevalenza della tutela paesaggistica tra D.Lgs. 42/2004, L. 394/1991 e L.R. Campania 16/2004 – Osservazioni a margine della sentenza TAR Campania Salerno n. 797/2026
di Antonio VERDEROSA
Rifiuti. Responsabilità solidale e accertamento del nesso causale nella bonifica dei siti contaminati
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Consiglio di Stato Sez. IV n. 3779 del 13 maggio 2026
Rifiuti. Responsabilità solidale e accertamento del nesso causale nella bonifica dei siti contaminati
In tema di bonifica di siti inquinati, l’accertamento della responsabilità del soggetto contaminatore ex art. 244 d.lgs. n. 152/2006 deve avvenire nel rispetto del principio “chi inquina paga” e si fonda sul criterio eziologico del “più probabile che non”, ovvero sulla valutazione che il nesso tra condotta ed evento sia più probabile della sua negazione. L'Amministrazione può legittimamente ricorrere a presunzioni semplici e indizi gravi, precisi e concordanti, quali la vicinanza dell'impianto al sito inquinato e la corrispondenza tra le sostanze rinvenute e quelle impiegate nei processi produttivi. Qualora non sia possibile distinguere i contributi causali di più operatori avvicendatisi nel tempo, l’attività di bonifica può gravare in modo solidale su tutti i responsabili, poiché l'esigenza di tutela ambientale e della salute umana impone la sollecita esecuzione degli interventi, salvo il diritto di rivalsa nei rapporti interni tra corresponsabili. Grava sul privato l'onere di fornire prove analitiche e documentate per superare tali presunzioni, non essendo sufficiente ventilare genericamente la possibile responsabilità di terzi.
- Urbanistica. Inapplicabilità dell’ordine di demolizione giudiziale alle ipotesi di parziale difformità
- Rifiuti. Abbandono di rifiuti, mancata rimozione e posizioni di garanzia
- Urbanistica. Natura vincolata dell’ordine di demolizione e irrilevanza dei vizi procedimentali
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