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LEXAMBIENTE Rivista giuridica a cura di Luca Ramacci - ISSN 2499-3174
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Sviluppo sostenibile.Rapporto di alternatività tra le aree idonee ex art. 20 d.lgs. n. 199/2021

Dettagli
Categoria principale: Sviluppo sostenibile
Categoria: Consiglio di Stato
Pubblicato: 23 Febbraio 2026
Visite: 392

Consiglio di Stato Sez. IV n. 813 del 30 gennaio 2026
Sviluppo sostenibile.Rapporto di alternatività tra le aree idonee ex art. 20 d.lgs. n. 199/2021

In tema di individuazione delle aree idonee per l’installazione di impianti da fonti rinnovabili nel regime transitorio, il rapporto tra le fattispecie di cui alla lettera c-ter) e alla lettera c-quater) dell’art. 20, comma 8, del d.lgs. n. 199/2021 deve essere inteso in termini di autonomia e alternatività. L’incipit «fatto salvo» contenuto nella lettera c-quater) configura una relazione di sussidiarietà, per cui tale norma è applicabile solo laddove non ricorrano i presupposti delle categorie precedentemente elencate. Ne consegue che la qualificazione di un’area come idonea ai sensi della lettera c-ter) esclude l’applicazione dei più restrittivi limiti previsti dalla lettera c-quater), quali le fasce di rispetto dai beni tutelati. Tale interpretazione è coerente con la ratio di massima diffusione delle energie rinnovabili, volta ad ampliare e non a limitare le superfici disponibili, specialmente in aree già parzialmente antropizzate.

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Urbanistica.Art. 9 d.m. 2 aprile 1968 n. 1444: disciplina delle distanze tra edifici e dalle strade, assetto normativo e giurisprudenziale aggiornato

Dettagli
Categoria principale: Urbanistica
Categoria: Dottrina
Pubblicato: 23 Febbraio 2026
Visite: 1314

Art. 9 d.m. 2 aprile 1968 n. 1444: disciplina delle distanze tra edifici e dalle strade, assetto normativo e giurisprudenziale aggiornato

di Antonio VERDEROSA

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Rifiuti.Nozione di rifiuto e prova della pericolosità nelle componenti di veicoli

Dettagli
Categoria principale: Rifiuti
Categoria: Cassazione Penale
Pubblicato: 20 Febbraio 2026
Visite: 624

Cass. Sez. III n. 5046 del 9 febbraio 2026 (UP 15 gen 2026) 
Pres. Ramacci Rel. Bucca Ric. Galushko
Rifiuti.Nozione di rifiuto e prova della pericolosità nelle componenti di veicoli

In tema di gestione dei rifiuti, la natura di "rifiuto" di una sostanza o di un oggetto prescinde da ogni valutazione puramente soggettiva del detentore o dalla sua eventuale utilità economica per terzi, dovendo essere accertata sulla base di dati obiettivi che definiscano la condotta del detentore o un obbligo di disfarsi del materiale. Ai fini del reato di deposito incontrollato di rifiuti speciali pericolosi (art. 256, comma 2, d.lgs. 152/2006), la natura pericolosa di parti di veicoli "non bonificati" (quali motori con oli esausti o batterie) è intrinseca alla natura stessa dei beni e non richiede un preventivo accertamento tecnico dell'ARPA, essendo sufficiente il riscontro oggettivo del carattere di pericolosità. Inoltre, la qualifica di titolare d'impresa, necessaria per l'integrazione della fattispecie incriminatrice, può essere legittimamente desunta da elementi fattuali quali la presenza esclusiva dell'agente sul luogo e lo svolgimento dell'attività tipica in assenza di indicazioni contrarie o giustificazioni da parte dell'imputato.

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Urbanistica. Unitarietà degli abusi e termini perentori nel condono edilizio

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Categoria principale: Urbanistica
Categoria: Consiglio di Stato
Pubblicato: 20 Febbraio 2026
Visite: 388

Consiglio di Stato Sez. VII n. 640 del 26 gennaio 2026
Urbanistica. Unitarietà degli abusi e termini perentori nel condono edilizio

In tema di sanatoria straordinaria, il termine di tre mesi previsto dall’art. 39, comma 4, della legge n. 724/1994 per l'integrazione della documentazione richiesta dall'Amministrazione ha natura perentoria; ne consegue che l'inottemperanza a tale termine legittima la definizione dell’istanza in senso negativo. Ai fini della valutazione del rilascio del titolo in sanatoria, l'Amministrazione deve procedere a un apprezzamento globale e unitario della pluralità di opere realizzate, in quanto la considerazione atomistica dei singoli interventi non permette di comprendere adeguatamente l’impatto effettivo complessivo dell'organismo edilizio sull’assetto del territorio

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Urbanistica.Responsabilità del comproprietario e prova della permanenza del reato edilizio

Dettagli
Categoria principale: Urbanistica
Categoria: Cassazione Penale
Pubblicato: 19 Febbraio 2026
Visite: 386

Cass. Sez. III n. 5044 del 9 febbraio 2026 (UP 15 gen 2026) 
Pres. Ramacci Rel. Bucca Ric. Caccamo 
Urbanistica.Responsabilità del comproprietario e prova della permanenza del reato edilizio

In tema di reati edilizi, la responsabilità del comproprietario non committente può essere legittimamente desunta da elementi indiziari gravi, precisi e concordanti, quali la piena disponibilità giuridica e di fatto del bene, l'interesse specifico alla costruzione, la convivenza con il coimputato e la presenza durante il sopralluogo, gravando sull'interessato l'onere di allegare circostanze idonee a dimostrare l'estraneità ai lavori. Inoltre, l'accertamento della data di cessazione della permanenza del reato può fondarsi sull'esame del materiale fotografico che attesti lo stato di attività del cantiere o la recente esecuzione delle finiture (intonaci lindi, infissi nuovi, arnesi sul posto). Tale valutazione costituisce un apprezzamento di fatto insindacabile in sede di legittimità se sorretto da motivazione logica, restando preclusa alla Corte di cassazione la rilettura degli elementi probatori o l'adozione di ricostruzioni alternative proposte dal ricorrente.

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Caccia e animali.Distinzione tra il delitto di maltrattamento di animali e la contravvenzione di detenzione incompatibile

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Categoria principale: Caccia e Animali
Categoria: Cassazione Penale
Pubblicato: 19 Febbraio 2026
Visite: 897

Cass. Sez. III n. 4332 del 3 febbraio 2026 (UP 23 sett 2025) 
Pres. Aceto Rel. Gentili Ric. Biagetti
Caccia e animali.Distinzione tra il delitto di maltrattamento di animali e la contravvenzione di detenzione incompatibile

Integra il delitto di maltrattamento di animali (art. 544-ter cod. pen.) e non la contravvenzione di cui all'art. 727, comma 2, cod. pen., la condotta di chi detiene cani legati a catene corte, in condizioni climatiche estreme (37°C) senza acqua, cibo né ombra, cagionando loro lesioni fisiche quali disidratazione e malnutrizione fino al decesso. Il delitto è punibile a titolo di dolo generico, in quanto le locuzioni "per crudeltà" o "senza necessità" non delineano un dolo specifico, ma requisiti della condotta consistenti nell'inflizione di sofferenze insopportabili o lesioni in assenza di giustificazione. La fattispecie delittuosa si distingue dalla contravvenzione per la natura dell'evento (insopportabilità delle condizioni e lesioni fisiche, anziché semplici gravi sofferenze) e per l'elemento soggettivo, che nel delitto richiede la consapevole volontà di sottoporre l'animale a tali patimenti in assenza di necessità.

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  • Aria.La Cassazione e gli odori molesti: ultime notizie
  • Ambiente in genere.AIA partecipazione degli enti locali e proroga ope legis per certificazione ISO 14001
  • Urbanistica.Poteri del giudice dell'esecuzione e sindacato di legittimità sul condono edilizio
  • Rifiuti.La gestione dei rifiuti di uno stabilimento industriale
  • Urbanistica.Responsabilità per depositi abusivi e natura degli ordini di ripristino
  • Rifiuti.DOC e IRDP nella disciplina delle discariche
  • Urbanistica.Interesse all'impugnazione del sequestro preventivo per l'indagato non proprietario
  • Ecodelitti.Il delitto di “omessa bonifica”
  • Urbanistica. Difetto di legittimazione del progettista e limiti alle destinazioni complementari
  • Elettrosmog.Il posizionamento alternativo delle antenne

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