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LEXAMBIENTE Rivista giuridica a cura di Luca Ramacci - ISSN 2499-3174
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Urbanistica.Natura della mancata ottemperanza all’ordine di demolizione e connesso atto di acquisizione

Dettagli
Categoria principale: Urbanistica
Categoria: Consiglio di Stato
Pubblicato: 16 Ottobre 2023
Visite: 5510

Consiglio di Stato Ad.Plen. n. 16 del  11 ottobre 2023
Urbanistica.Natura della mancata ottemperanza all’ordine di demolizione e connesso atto di acquisizione

L’Adunanza plenaria ha enunciato i seguenti principi di diritto: a) la mancata ottemperanza all’ordine di demolizione entro il termine da esso fissato comporta la perduranza di una situazione contra ius e costituisce un illecito amministrativo omissivo propter rem, distinto dal precedente ‘primo’ illecito – avente anche rilevanza penale - commesso con la realizzazione delle opere abusive; b) la mancata ottemperanza – anche da parte del nudo proprietario - alla ordinanza di demolizione entro il termine previsto dall’art. 31, comma 3, del d.P.R. n. 380 del 2001, impone l’emanazione dell’atto di acquisizione del bene al patrimonio comunale, tranne il caso in cui sia stata formulata l’istanza prevista dall’art. 36 del medesimo d.P.R. o sia stata dedotta e comprovata la non imputabilità dell’inottemperanza; c) l’atto di acquisizione del bene al patrimonio comunale, emesso ai sensi dell’art. 31, comma 3, del d.P.R. n. 380 del 2001, ha natura dichiarativa e comporta – in base alle regole dell’obbligo propter rem - l’acquisto ipso iure del bene identificato nell’ordinanza di demolizione alla scadenza del termine di 90 giorni fissato con l’ordinanza di demolizione. Qualora per la prima volta sia con esso identificata l’area ulteriore acquisita, in aggiunta al manufatto abusivo, l’ordinanza ha natura parzialmente costitutiva in relazione solo a quest’ultima (comportando una fattispecie a formazione progressiva); d) l’inottemperanza all’ordinanza di demolizione comporta la novazione oggettiva dell’obbligo del responsabile o del suo avente causa di ripristinare la legalità violata, poiché, a seguito dell’acquisto del bene da parte dell’Amministrazione, egli non può più demolire il manufatto abusivo e deve rimborsare all’Amministrazione le spese da essa sostenute per effettuare la demolizione d’ufficio, salva la possibilità che essa consenta anche in seguito che la demolizione venga posta in essere dal privato; e) la sanzione pecuniaria prevista dall’art. 31, comma 4-bis, del d.P.R. n. 380 del 2001 non può essere irrogata nei confronti di chi – prima dell’entrata in vigore della legge n. 164 del 2014 – abbia già fatto decorrere inutilmente il termine di 90 giorni e sia risultato inottemperante all’ordine di demolizione, pur se tale inottemperanza sia stata accertata dopo la sua entrata in vigore.

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Rifiuti.Produzione e attività di lavorazione industriale e TARI

Dettagli
Categoria principale: Rifiuti
Categoria: Consiglio di Stato
Pubblicato: 16 Ottobre 2023
Visite: 3413

Consiglio di Stato Sez. IV n. 8276 del 12 settembre 2023
Rifiuti.Produzione e attività di lavorazione industriale e TARI

Le aree o locali destinate specificamente alla produzione e attività di lavorazione industriale sono generative di rifiuti speciali e, come tali, sottratte al prelievo Tari. L’art. 184, comma 3, lett. c), d.lgs. n. 152 del 2006 considera infatti rifiuti speciali «i rifiuti prodotti nell’ambito delle lavorazioni industriali se diversi da quelli di cui al comma 2», e cioè se diversi dai rifiuti urbani, come definiti dal precedente art. 183, comma 1, lettera b-ter); quest’ultimo elenca a sua volta varie categorie di rifiuti, cui sono estranei quelli formati nell’ambito delle attività di lavorazione industriale, anche rispetto alla categoria generale di cui al n. 2 (i.e., «i rifiuti indifferenziati e da raccolta differenziata provenienti da altre fonti che sono simili per natura e composizione ai rifiuti domestici indicati nell’allegato L-quater prodotti dalle attività riportate nell’allegato L-quinquies»), considerato che, in radice, le attività di cui al richiamato allegato L-quinquies non includono quelle relative alla lavorazione industriale”.

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Urbanistica.Aspetti coesistenti nell’ordine di demolizione e in una convenzione urbanistica scaduta

Dettagli
Categoria principale: Urbanistica
Categoria: Dottrina
Pubblicato: 13 Ottobre 2023
Visite: 3098

Aspetti coesistenti nell’ordine di demolizione e in una convenzione urbanistica scaduta

di Maurizio Maria LUCCA

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Acque.Reato di getto o versamento pericoloso di cose

Dettagli
Categoria principale: Acque
Categoria: Cassazione Penale
Pubblicato: 12 Ottobre 2023
Visite: 3958

Cass. Pen. Sez. III n. 39196 del 27 settembre 2023 (UP 3 lug 2023)
Pres. Ramacci Rel. Zunica Ric. Blasetti ed altri
Acque.Reato di getto o versamento pericoloso di cose

Il reato di getto o versamento pericoloso di cose, previsto nella prima parte dell’art. 674 cod. pen., è configurabile sia in forma omissiva che in forma commissiva mediante omissione (cd. reato omissivo improprio), ogniqualvolta il pericolo concreto per la pubblica incolumità derivi anche dalla omissione, dolosa o colposa, del soggetto che aveva l’obbligo giuridico di evitarlo.

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Urbanistica.Formazione del silenzio assenso

Dettagli
Categoria principale: Urbanistica
Categoria: Giurisprudenza Amministrativa TAR
Pubblicato: 12 Ottobre 2023
Visite: 2708

TAR Lombardia (MI) Sez. II n. 2068 del 11 settembre 2023  
Urbanistica.Formazione del silenzio assenso

Il comma 8 dell’art. 20 del d.P.R. n. 380 del 2001 stabilisce poi che <<Decorso inutilmente il termine per l’adozione del provvedimento conclusivo, ove il dirigente o il responsabile dell'ufficio non abbia opposto motivato diniego, sulla domanda di permesso di costruire si intende formato il silenzio-assenso, fatti salvi i casi in cui sussistano vincoli relativi all'assetto idrogeologico, ambientali, paesaggistici o culturali…>>. La conformità dell’intervento alla normativa urbanistica non è  necessaria ai fini della formazione del silenzio-assenso. La conformità dell’intervento alla normativa urbanistico edilizia costituisce requisito di validità del titolo tacito formatosi con il silenzio-assenso e non requisito di perfezionamento della fattispecie: il titolo edilizio si forma quindi per il solo decorso del tempo salva la possibilità per l’amministrazione, qualora accerti che l’intervento non sia conforme, di intervenire esercitando il potere di autotutela.

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Beni culturali.Criteri di assoggettamento a vincolo

Dettagli
Categoria principale: Beni Culturali
Categoria: Giurisprudenza Amministrativa TAR
Pubblicato: 12 Ottobre 2023
Visite: 4099

TAR Lombardia (MI) Sez.III n. 2060 del 6 settembre 2023
Beni culturali.Criteri di assoggettamento a vincolo

Mentre i beni che hanno un valore culturale intrinseco di cui alle lettere a) ed e) dell’art. 10, comma 3 d.lgs. n. 42 del 2004, possono essere assoggettati a vincolo solo se la loro realizzazione risale ad oltre settanta anni (ex art. 10, comma 5, del d.lgs. n. 42 del 2004), i beni di interesse culturale «relazionale» non sono assoggettati a tale limite, essendo di per sé rilevante, affinché il vincolo possa essere legittimamente apposto, il loro collegamento con fatti storici

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  • Ecodelitti.Inquinamento ambientale e discarica
  • Ambiente in genere.Procedure di autorizzazione
  • Caccia e animali.Reato di uccisione di animali
  • Ambiente in genere.Abusi realizzati sul suolo demaniale marittimo e poteri della P.A.
  • Urbanistica.Momento consumativo del reato di violazione di sigilli
  • Caccia e animali.Piano faunistico-venatorio regionale e ampliamento oasi di protezione faunistica
  • Rifiuti.Interventi di bonifica
  • Urbanistica.Applicazione sanzioni ex art. 95 TUE anche per gli interventi di minore rilevanza o privi di rilevanza
  • Urbanistica.Piani di recupero urbanistico
  • Rifiuti.Messa in riserva

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