Rifiuti.ordinanza di rimozione e sequestro dell’area
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Cass. Sez. III n. 47097 20 novembre 2019 (PU 2 ott 2019)
Pres. Liberati Est. Corbo Ric. Adami
Rifiuti.Ordinanza di rimozione e sequestro dell’area
Lo stato di abbandono dei rifiuti all'interno di un'area sottoposta a sequestro giudiziario non può avere alcuna efficacia scriminante del reato di cui all'art. 255, comma 3, d.lgs. 3 aprile 2006, n. 152 per inesigibilità della condotta, poiché, in tal caso, il destinatario dell'ordinanza sindacale di rimozione dei rifiuti, emessa ai sensi dell'art. 192, comma 3, del medesimo d.lgs., deve richiedere al giudice l'autorizzazione ad accedere ai luoghi per provvedere alla rimozione
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Urbanistica.Realizzazione recinzione
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Consiglio di Stato Sez.VI n. 8178 del 29 novembre 2019
Urbanistica.Realizzazione recinzione
Non è necessario un idoneo titolo edilizio per la realizzazione di una recinzione nel caso in cui sia posta in essere una trasformazione dalla quale, per l'utilizzo di materiale di scarso impatto visivo e per le dimensioni ridotte dell'intervento, non derivi un'apprezzabile alterazione ambientale, estetica e funzionale, pertanto la distinzione tra esercizio dello ius aedificandi e dello ius excludendi alios va riscontrata nella verifica concreta delle caratteristiche del manufatto
Rifiuti.Abbandono di rifiuti diversi dai propri
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Cass. Sez. III n. 47285 21 novembre 2019 (PU 2 ott 2019)
Pres. Liberati Est. Corbo Ric. Radi
Rifiuti.Abbandono di rifiuti diversi dai propri
Il reato di cui all’art. 256, comma 2, d.lgs. n. 152 del 2006, può essere commesso dai titolari di impresa o responsabili di enti che abbandonano o depositano in modo incontrollato non solo i rifiuti di propria produzione, ma anche quelli di diversa provenienza; ciò in quanto il collegamento tra le fattispecie previste dal primo e dal secondo comma dell'art. 256 cit. riguarda il solo trattamento sanzionatorio e non anche la parte precettiva
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Acque.Interventi di ripascimento delle fasce costiere
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Consiglio di Stato Sez. V n. 8173 del 29 novembre 2019
Acque.Interventi di ripascimento delle fasce costiere
L’art. 109 del d.lgs. n. 152 del 2006 esclude l’autorizzazione per gli interventi di ripascimento delle fasce costiere, e, in via di interpretazione sistematica, deve rilevarsi che l’autorizzazione stessa non era prevista neanche dal previgente art. 35 della l. 152/1999, desumendosi che tali interventi (di tutela e preservazione delle fasce stesse) non rientrano nel campo di applicazione del Codice dell’ambiente. Anche l’attuale formulazione dell’art. 109 non prevede l’autorizzazione per il ripascimento delle fasce costiere, atteso che il novellato comma 2 continua a riferire l’atto autorizzativo alla sola “immersione in mare” del materiale di cui al comma 1, lettera a).
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Urbanistica.Reati edilizi e responsabilità del coniuge per il fatto materialmente commesso dall’altro
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Cass. Sez. III n. 49719 6 dicembre 2019 (PU 25 set 2019)
Pres. Lapaloricia Est. Ramacci Ric. Del Prete
Urbanistica.Reati edilizi e responsabilità del coniuge per il fatto materialmente commesso dall’altro
In tema di reati edilizi la responsabilità di un coniuge per il fatto materialmente commesso dall’altro può essere rilevata sulla base di oggettivi elementi di valutazione quali il comune interesse all’edificazione, il regime di comunione dei beni, l’acquiescenza all’esecuzione dell’intervento, la presenza sul luogo di esecuzione dei lavori, l’espletamento di attività di controllo sull’esecuzione dei lavori, la presentazione di istanze o richieste concernenti l’immobile o l’esecuzione di attività indicative di una partecipazione all’attività illecita.
Ambiente in genere.Disciplina dell'accesso ai documenti amministrativi in materia ambientale
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TAR Campania (NA) Sez. VI n. 5511 del 22 novembre 2019
Ambiente in genere.Disciplina dell'accesso ai documenti amministrativi in materia ambientale
La disciplina dell'accesso ai documenti amministrativi in materia ambientale, specificamente contenuta nel d.lg. 19 agosto 2005, n. 195, prevede un regime di pubblicità tendenzialmente integrale dell'informativa ambientale, sia per ciò che concerne la legittimazione attiva, ampliando notevolmente il novero dei soggetti legittimati all'accesso in materia ambientale, sia per quello che riguarda il profilo oggettivo, prevedendosi un'area di accessibilità alle informazioni ambientali svincolata dai più restrittivi presupposti di cui agli artt. 22 e segg., l. 7 agosto 1990 n. 241. In particolare, nell’ottica di consentire il più ampio accesso alle informazioni in questione, sotto il profilo soggettivo, il richiedente non è tenuto a specificare il proprio interesse (art. 3, comma 1, del cit. decreto legislativo) e, sul versante oggettivo, sono escluse solo richieste manifestamente irragionevoli e formulate in termini eccessivamente generici (art. 5, comma 1, il quale a mente del successivo comma 3, prescrive un interpretazione restrittiva dei predetti casi di esclusione dal diritto di accesso).
- Rifiuti.La gestione dei rifiuti presenti o prodotti all’interno dei siti oggetto di bonifica
- Ambiente in genere. Legittimazione ad agire degli enti esponenziali degli interessi super-individuali
- Rifiuti.Inosservanza prescrizioni autorizzazione
- Beni Ambientali.Bosco e vincolo paesaggistico non soggetto a decadenza
- Caccia e animali.Tesserino di caccia
- Urbanistica.Sospensione dell'azione penale per sanatoria
- Rifiuti: i codici a specchio, la Cassazione e le occasioni perdute
- Urbanistica.Decreto di trasferimento da procedura esecutiva e condonobilità immobile
- Caccia e animali.Calendario venatorio regionale
- Ambiente in genere.ILVA: Diritto alla salute (e all’ambiente) e diritto al lavoro (ed alla produzione)
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