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Dossier Mare Monstrum 2008
Ogni estate Legambiente, con Goletta Verde, assegna le bandiere nere ai “nuovi pirati”: amministratori, imprenditori, società che si sono distinti per gravi azioni ai danni dell’ambiente marino e costiero. Ecco l’elenco, con relativa motivazione ufficiale, di quanti hanno ricevuto il vessillo dei pirati: teschio e tibie incrociate su sfondo nero.
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Legislaz.Comunitaria: Ambiente in genere. forum consultivo sulla progettazione ecocompatibile dei prodotti
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Decisione della Commissione, del 30 giugno 2008, relativa al forum consultivo sulla progettazione ecocompatibile dei prodotti
GUCE L190 del 18 luglio 2008
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Corte di Giustizia Sez. VI ord. 10 luglio 2008
Ambiente in genere. V.i.a. progetti pubblici e privati
«Rinvio pregiudiziale – Direttiva 85/337/CEE – Valutazione dell’impatto ambientale di determinati progetti pubblici e privati – Realizzazione di una strada a Milano»
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Cass. Civile SS.UU. n. 18040 del 2 luglio 2008
Pres. Carbone Est. Triola
Urbanistica. Cave (giurisdizione)
GIURISDIZIONE - OPPOSIZIONE AD ORDINANZA INGIUNZIONE DI PAGAMENTO PER VIOLAZIONE DELLA NORMATIVA RELATIVA ALLE CAVE - GIURISDIZIONE ORDINARIA - SUSSISTENZA
Secondo le Sezioni Unite, l’intera materia delle opposizioni a sanzioni amministrative appartiene alla giurisdizione ordinaria, inclusa la causa di opposizione ad ordinanza ingiunzione di pagamento per violazione della normativa relativa alle cave, nonostante si tratti di materia inerente all’uso del territorio e quindi compresa in quella urbanistica per la quale l’art. 34 del d.lgs. 31 marzo 1998 prevede la giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo; l’opposizione, invero, non genera una controversia nascente da atti e provvedimenti della P.A. relativi alla gestione del territorio, e la situazione giuridica di chi deduce di essere stato sottoposto a sanzione in casi e modi non stabiliti dalla legge ha consistenza di diritto soggettivo. Riferimenti normativi: Legge 31/03/1998 num. 80 art. 34, Legge 24/11/1981 num. 689 art. 23 22-bis (Fonte Corte di cassazione)
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Corte Costituzionale ord. 295 del 18 luglio 2008
Oggetto: Tutela del paesaggio - Autorizzazioni edilizie - Potere della soprintendenza di annullare le autorizzazioni non conformi alle prescrizioni di tutela del paesaggio.
Norme impugnate: Art. 159, c. 3°, del decreto legislativo 22/01/2004, n. 42, come sostituito dall'art. 26 del decreto legislativo 24/03/2006, n. 157.
Dispositivo: restituzione atti - jus superveniens
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Cass. Sez. III n. 27990 del 9 luglio 2008 (Ud 27 mar 2008)
Pres. De Maio Est. Marmo Ric. Manca
Rifiuti. Abbandono
In tema di smaltimento dei rifiuti la sanzione per l’inosservanza dell'ordinanza sindacale di rimozione dei rifiuti e di ripristino dello stato dei luoghi, va applicata a chiunque non ottemperi a tale ordinanza e che sia stato, nella stessa, individuato quale responsabile dell'abbandono dei rifiuti o proprietario del terreno. Compete infatti ai soggetti interessati, al fine di evitare di rendersi responsabili dell'inottemperanza in questione, chiedere l'ottenimento dell'annullamento del provvedimento sindacale o la dimostrazione in sede penale dell'assenza della ritenuta condizione soggettiva. E' vero che l'ordinanza del sindaco può essere emessa solo nei confronti dei soggetti che hanno abbandonato i rifiuti e, in solido, nei confronti del proprietario dell'area sulla quale i rifiuti sono stati abbandonati e non anche nei confronti del proprietario, in quanto tale, del rifiuto abbandonato da altri. L'esclusione di responsabilità del proprietario del rifiuto abbandonato da altri va peraltro correlata alla mancanza di concorso materiale o morale con chi l' ha abbandonato.
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Cass. Sez. III n. 27074 del 4 luglio 2008 (Ud 20 mag 2008)
Pres. Onorato Est. Petti Ric. Nicolì
Rifiuti. Veicoli fuori uso
In tema di veicoli "fuori uso", nell'ipotesi di scomposizione, la normativa sui rifiuti pericolosi è applicabile solo alle parti effettivamente pericolose. Il decreto legislativo 24.6.2003, n. 209, con cui è stata introdotta in Italia una nuova normativa concernente il recupero e il riciclaggio di materiali provenienti da veicoli a fine vita, non contiene norme più favorevoli e, all'art. 3, considera il veicolo "fuori uso" un rifiuto sia nel caso in cui il veicolo di cui il proprietario si disfi o abbia deciso o abbia l'obbligo di disfarsi sia quello destinato alla demolizione, ufficialmente privato delle targhe di immatricolazione, anche prima della consegna ad un centro di raccolta, sia quello che risulti in evidente stato di abbandono ancorché giacente in area privata.
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Cass. Sez. III n. 27505 del 7 luglio 2008 (Cc 4 giu 2008)
Pres. Altieri Est. Teresi Ric. PM in proc. Daniele
Rifiuti. Limiti al potere di ordinanza
L'art. 191 del d.lgs n. 152/2006, essendo una norma di natura eccezionale, è di stretta interpretazione ai sensi dell'art. 14 delle preleggi. Poiché detta norma consente al sindaco in via straordinaria di emettere "qualora si verifichino situazioni di eccezionale e urgente necessità di tutela della salute pubblica e non si possa altrimenti provvedere....ordinanze contingibili e urgenti per consentire il ricorso temporaneo a speciali forme di gestione dei rifiuti anche in deroga alle disposizioni vigenti garantendo un elevato livello di tutela della salute e dell'ambiente", deve ritenersi, secondo un'interpretazione letterale e logica delle disposizioni vigenti, che possono essere derogate soltanto quelle relative alle forme di smaltimento dei rifiuti, stante che la norma, che non è innovativa, ma semplicemente esplicativa della norma previgente, salva dalla deroga le disposizioni vigenti in materia di tutela ambientale "Ferme restando le disposizioni vigenti in materia di tutela ambientale. ... ". Il potere derogatorio che la norma attribuisce al sindaco per lo smaltimento dei rifiuti è, quindi, limitato alla disciplina vigente nella stessa materia e, conseguentemente i reati ipotizzati non sono scriminati dall'ordinanza emanata
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Dottrina: Rifiuti. MUD, registri e formulari
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Le ultime novita` introdotte dal «secondo decreto correttivo» in tema di MUD, registri e formulari
di Stefano MAGLIA
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Articolo inserito da God il Venerdì, 18 luglio @ 15:00:00 CEST (169 letture)
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Cass. Sez. III n. 27073 del 4 luglio 2008 (Ud 20 mag 2008)
Pres. Onorato Est. Teresi Ric. Dell’Erba
Rifiuti. Deposito temporaneo
In tema di rifiuti. al fine di qualificare il deposito quale temporaneo il produttore dei rifiuti può alternativamente e facoltativamente scegliere di adeguarsi al criterio quantitativo o a quello temporale ovvero può conservare i rifiuti per tre mesi in qualsiasi quantità, oppure conservarli per un anno purché la loro quantità non raggiunga i venti metri. Esula dall'attività di gestione dei rifiuti, costituendo un'operazione preliminare o preparatoria alla gestione, il deposito temporaneo (che è comunque soggetto al rispetto dei principi di precauzione e di azione preventiva con il conseguente divieto di miscelazione e obbligo di tenuta dei registri di carico e scarico), inteso quale raggruppamento di rifiuti effettuato prima della raccolta nel luogo in cui sono prodotti, e nel rispetto delle condizioni fissate dall'art. 183 lett. m) del d. ls. n. 152 del 2006
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Cass. Sez. III n. 27071 del 4 luglio 2008 (Ud 20 mag 2008)
Pres. Onorato Est. Petti Ric. Cornalba
Acque. Effluenti di allevamento
L'assimilazione delle acque reflue provenienti da imprese agricole o da allevamenti di bestiame a quelle domestiche si riferisce ai casi in cui vi sia uno scarico diretto tramite condotta. Solo in tale caso, ossia in mancanza di spandimento sul suolo degli effluenti derivanti dall'attività agricola o di allevamento del bestiame, era ed è applicabile la disciplina prevista per gli scarichi domestici, ricorrendo le altre condizioni previste dalla legge per l'assimilazione . La raccolta in vasca configura una vera e propria raccolta di rifiuti che doveva essere autorizzata. L'eventuale utilizzazione agronomica degli effluenti di allevamento riguarda la successiva fase del recupero zootecnico che è cosa diversa dallo scarico ed ha una propria disciplina distinta e separata da esso e prescinde da esso. L'eventuale utilizzazione agronomica dei reflui non esclude l'autorizzazione per lo stoccaggio nella vasca, in quanto la pratica della fertirrigazione prescinde dalle modalità di gestione delle acque reflue di un allevamento, sia che esse siano o no soggette alla normativa sui rifiuti o a quella sulle acque , ed in quest'ultimo caso indipendentemente dalla classificazione dello scarico come industriale o domestico.
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Cass. Sez. III n. 26739 del 3 luglio 2008 (Ud 20 mag 2008)
Pres. Onorato Est. Sarno Ric. Rocchi
Acque. Scarico in vasca
Si è certamente in presenza di uno scarico ove una vasca, difettando di adeguata impermeabilizzazione, consenta lo sversamento, almeno in parte, dei liquidi sul suolo, come già affermato in alcune decisioni secondo cui anche in seguito alla disciplina introdotta dal D.Lgs. n. 152 del 1999, che non punisce più lo scarico di reflui cosiddetto indiretto, configura un illegale scarico di acque ref1ue industriali ai sensi dell'art. 59, lo stoccaggio dei residui liquidi di un insediamento in vasche a tenuta non stagna, con spargimento sia pure parziale al suolo o tracimazione dal contenitore stesso. A conclusione diversa deve pervenirsi nel caso in cui la vasca risulti adeguatamente impermeabilizzata e non consenta sversamenti al suolo. In questo caso si dovrà valutare se ed in che modo il passaggio nella vasca dei ref1ui si rapporti rispetto al successivo ingresso nella rete fognaria, e occorre specificamente verificare i termini dell' autorizzazione allo scarico già in possesso del ricorrente. Qualora, infine, la vasca non presenti alcun collegamento diretto con l'impianto fognario si deve ritenere, a parere del Collegio, che non possa trovare applicazione la disciplina relativa agli scarichi bensì, eventualmente, quella sui rifiuti posto che la normativa vigente non contempla, come detto, lo scarico indiretto.
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Giur.Amm. C. Stato: Urbanistica. Osservazioni dei privati ai progetti di strumenti urbanistici
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Cons. Stato Sez. IV n. 2837 del 9 giugno 2008
Urbanistica. Osservazioni dei privati ai progetti di strumenti urbanistici
Le osservazioni dei privati ai progetti di strumenti urbanistici sono un mero apporto collaborativo alla formazione di detti strumenti e non danno luogo a peculiari aspettative, con la conseguenza che il loro rigetto non richiede una specifica motivazione, essendo sufficiente che esse siano state esaminate e ritenute in contrasto con gli interessi e le considerazioni generali poste a base della formazione del piano. Il rigetto delle osservazioni proposte dai privati in sede di formazione del piano regolatore non richiede una particolare motivazione, essendo esse meri apporti collaborativi dati dai cittadini alla formazione dello strumento urbanistico, con la conseguenza che è sufficiente che esse siano state esaminate e ritenute in contrasto con gli interessi e le considerazioni generali poste a base della formazione del piano
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TESTO COORDINATO DEL DECRETO-LEGGE 23 maggio 2008, n. 90
Testo del decreto-legge 23 maggio 2008, n. 90 (in Gazzetta Ufficiale - serie generale - n. 120 del 23 maggio 2008), coordinato con la legge di conversione 14 luglio 2008, n. 123 (in questa stessa Gazzetta Ufficiale alla pag. 3), recante: «Misure straordinarie per fronteggiare l'emergenza nel settore dello smaltimento dei rifiuti nella regione Campania e ulteriori disposizioni di protezione civile».
GU n. 165 del 16-7-2008
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Corte Costituzionale sent. 277 del 16 luglio 2008
Norme impugnate: Legge della Regione Calabria 28/12/2007, n. 27.
Oggetto: Ambiente - Norme della Regione Calabria - Piano regionale dei rifiuti contenente previsione del raddoppio del termovalorizzatore di Gioia Tauro - Temporanea sospensione dei lavori di realizzazione disposta con norma regionale, ripropositiva di una disposizione già dichiarata illegittima con la sentenza n. 284/2006.
Dispositivo: illegittimità costituzionale
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DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 6 maggio 2008
Approvazione del «Modello unico digitale per l'edilizia».
GU n. 164 del 15-7-2008
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TAR SIcilia (PA) SEZ. I sent. 683 del 27 maggio 2008
Beni Ambientali. Realizzazione parco eolico
Fattispecie relativa alla richiesta di annullamento della nota della Soprintendenza ai Beni Culturali ed Ambientali di Palermo con la quale il progetto per la realizzazione di un parco eolico nel Comune di Contessa Entellina è stato giudicato incompatibile con la tutela paesaggistica e non è stato approvato ai sensi dell’art. 146 d.lgs. 42-2004;
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Cass. Sez. III n. 27989 del 9 luglio 2008 (Ud 20 mag 2008)
Pres. Onorato Est. Sarno Ric. PM in proc. Beltrame
Rifiuti. Trasformazione (CER e trasporto)
In caso di trasformazione del rifiuto deve mutare all'esito della lavorazione anche il codice CER ove all'esito della trasformazione il prodotto ottenuto debba ancora mantenere la qualifica di rifiuto. E’ altrettanto ovvio che il trasporto o la ricezione di quest'ultimo debba essere espressamente autorizzata.
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Cass. Sez. III n. 27087 del 4 luglio 2008 (Ud 21 mag 2008)
Pres. Grassi Est. Teresi Ric. Cioni
Aria. Campionamento e analisi (garanzie difensive)
In tema di prelievo di campioni finalizzato alle successive analisi chimiche occorre distinguere tra prelievo inerente ad attività amministrativa disciplinato dall'art.223 norme d'att. c.p.p. e quello inerente ad attività di polizia giudiziaria nell'ambito di un'indagine preliminare per il quale è applicabile l'art. 220 norme d'att. c.p.p. e, quindi, operano le norme di garanzia della difesa previste dal codice di rito, anche laddove emergano indizi di reato nel corso di un'attività amministrativa che in tal caso non può definirsi extra-processum
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TAR Lombardia (MI) Sez.II sent. 1924 del 5 giugno 2008
Beni ambientali. Vincoli paesistici
E’ riconosciuta in capo all’Amministrazione la possibilità, nell’ambito della conformazione del territorio, di porre una disciplina generalizzata più rigorosa e limitativa di quella dei vincoli paesistici imposti dallo Stato o dalla Regione relativamente a beni per i quali vi è maggiore interesse alla tutela paesistica, a condizione che le ragioni di tale scelta vengano puntualmente rappresentate.
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Cass. Sez. III n. 26734 del 3 luglio 2008 (Ud 20 mar 2008)
Pres. Altieri Est. Fiale Ric. Fanara
Urbanistica. Poteri del giudice penale
In tema di condono edilizio il giudice, già prima di sospendere il processo ex art. 44 della legge n. 47/1985, deve effettuare un controllo in ordine alla sussistenza delle condizioni legittimanti l'accesso alla procedura sanante (data di esecuzione delle opere; stato di ultimazione delle stesse secondo la nozione fornita dall'art. 31 della legge n. 47/1985; rispetto dei limiti volumetrici; eventuali esclusioni oggettive della tipologia d'intervento dalla sanatoria; tempestività della presentazione, da parte di soggetti legittimati, di una domanda di sanatoria riferita alle opere abusive contestate nel capo di imputazione). L'ambito di tale potere di controllo è strettamente connesso all'esercizio della giurisdizione penale, perché è il giudice che deve eseguire, in conclusione, l'indispensabile verifica degli elementi di fatto e di diritto della causa estintiva. Trattasi, inoltre, di compiti propri dell'autorità giurisdizionale conformi al dettato degli artt. 101, 2° comma, 102, 104, 1° comma, e 112 Cost. - che non possono essere demandati neppure con legge ordinaria all'autorità amministrativa in un corretto rapporto delle sfere specifiche di attribuzione.
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Cass. Sez. III n. 26730 del 3 luglio 2008 (Ud 20 mar 2008)
Pres. Altieri Est. Fiale Ric. Doda
Urbanistica. Restituzione immobile sequestrato all’esito del giudizio
Dopo la sentenza definitiva, qualora non vi sia stata conversione in sequestro conservativo ex art. 323, 4° comma, c.p.p., le opere abusive sequestrate devono essere restituite a colui che prova di averne diritto ed il sequestro non può essere mantenuto a garanzia dei provvedimenti demolitori. Nella specie, però - ove non risulta che il richiedente abbia dimostrato di avere diritto alla restituzione per non essersi verificata la automatica acquisizione del fabbricato abusivo al patrimonio disponibile del Comune in seguito alla ingiustificata inottemperanza all'ordine amministrativo di demolizione dalla mancata statuizione circa l'istanza di dissequestro non deriva alcuna nullità, ben potendo la richiesta essere reiterata al giudice dell'esecuzione, al quale spetta l'accertamento dell' effettiva sussistenza del diritto alla restituzione a favore del richiedente,
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Relazioni Civili della Corte di Cassazione n. 62-2008
Urbanistica. Espropriazione e strumenti urbanistici
Scheda informativa richiesta dal Primo Presidente sullo stato della giurisprudenza - A partire dall'anno 2006 - Relativamente a: A) La giurisdizione; B) L'occupazione acquisitiva ed usurpativa; C) La legittimazione alla procedura espropriativa; D) Il "quantum" dell'indennizzo; E) Il rapporto con gli strumenti urbanistici; F) Il "quantum" del risarcimento; G) L'occupazione legittima.
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DECRETO LEGISLATIVO 26 giugno 2008, n. 120
Modifiche ed integrazioni al decreto legislativo 3 agosto 2007, n. 152, di attuazione della direttiva 2004/107/CE relativa all'arsenico, il cadmio, il mercurio, il nichel e gli idrocarburi policiclici aromatici nell'aria ambiente.
GU n. 162 del 12-7-2008
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Evoluzione giurisprudenziale e normativa della nozione di “scarico”. A proposito di Cass. Sez. III 7.11.2007 e del d.lgs.4/08.
di Giuseppe STRACUZZA
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Articolo inserito da God il Lunedì, 14 luglio @ 07:54:36 CEST (250 letture)
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Cass. Sez. III n. 26532 del 2 luglio 2008 (Ud 21 mag 2008)
Pres. Grassi Est. Sarno Ric. Calderone
Acque. Effluenti da allevamento
Il DLvo 4/2008 innovando sensibilmente la precedente disciplina, parifica oramai, senza possibilità di limitazioni, alle acque reflue domestiche le acque reflue provenienti dall'attività di allevamento del bestiame. La modifica normativa operata, comportando il venire meno della "connessione funzionale dell'allevamento con la coltivazione della terra" e dei criteri di individuazione di tale connessione capovolge sostanzialmente i termini della questione rispetto alla disciplina regolata dal DLvo 152/06. Mentre, infatti, con la situazione normativa pregressa le acque reflue provenienti da una attività di allevamento del bestiame andavano considerate, ai fini della disciplina degli scarichi e delle autorizzazioni, come acque reflue industriali, e solo eccezionalmente potevano essere assimilate, ai detti fini, alle acque reflue domestiche qualora fosse dimostrata la presenza delle condizioni indicate ora, per effetto della caducazione indicata, l'assimilazione prevista al comma 7 dell'art. 101 delle acque reflue domestiche a quelle provenienti da imprese dedite all'allevamento di bestiame, diviene la regola. Per effetto di tali modifiche si deve ritenere, pertanto, oramai di regola sanzionato solo in via amministrativa, ai sensi dell'art. 133 co. 2 DLvo 152/06 lo scarico senza autorizzazione degli effl1uenti di allevamento. L'unica eccezione rimane dunque quella - richiamata ad excludendum dal comma 7 dell'art. 101 - dell'art. 112 DLvo 152/06 che regola l'utilizzazione agronomica. Posto dunque che l'utilizzazione agronomica, se in linea con la normativa vigente, anche in passato era da considerare legittima e non rientrava quindi in alcuna delle fattispecie sanzionatorie dell'art. 137 DLvo 152/06, si deve ora ritenere che per effetto del combinato delle disposizioni degli artt. 101 co. 7, 112 e 137 co. 14 del DLvo 152/06 (che, invece, non ha subito modifiche) nel caso di gestione degli effluenti di allevamento, continua a mantenere rilevanza penale la sola utilizzazione agronomica - così come definita dall'art. 74 lett p) - nelle ipotesi in cui la stessa avvenga al di fuori dei casi o dei limiti consentiti
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Cass. Sez. III n. 26535 del 2 luglio 2008 (Ud 21 mag 2008)
Pres. Grassi Est. Sarno Ric. Bacosi
Beni culturali. Contraffazione di opere d’arte di autori viventi
In tema di disciplina dei beni culturali, il reato di contraffazione di opere d'arte previsto dall'art. 178, D.Lgs. 22 gennaio 2004, n. 42 è configurabile anche quando l'attività vietata abbia ad oggetto opere di autori viventi o la cui esecuzione non risalga ad oltre cinquanta anni, in quanto norma posta a tutela della regolarità ed onestà degli scambi nel mercato artistico e non a tutela dell'integrità delle opere
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Cass. Sez. III n. 26522 del 2 luglio 2008 (Ud 20 mag 2008)
Pres. Onorato Est. Sarno Ric. Zanchini ed altri
Rifiuti. Fluff
In tema di smaltimento di “fluff” in discarica
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Giur.Amm. T.a.r.: Ambiente in genere. Legittimazione ad agire associazioni ambientaliste
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TAR Piemonte Sez.II sent. 1217 del 26 maggio 2008
Ambiente in genere. Legittimazione ad agire associazioni ambientaliste
Nel nostro ordinamento opera un duplice sistema di accertamento della legittimazione ad agire delle associazioni ambientaliste, nel senso che il potere di individuazione ministeriale, conferito dall'art. 13 della L. 349 del 1986, non esclude il potere del giudice di applicare direttamente la norma di cui all'art. 18, accertando, caso per caso, la sussistenza della legittimazione in capo ad una determinata associazione
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Relazioni civili Cassazione n. 132
Urbanistica. Attività estrattiva e giurisdizione
Art. 4 del D.Lgs. n.80 del 1998 - Urbanistica ed edilizia - Nozione - Attivita' estrattiva - Ricomprensione nella nozione di "uso del territorio" - Sussistenza - Conseguenza in tema di giurisdizione sulle opposizioni alle ordinanze ingiuntive delle relative sanzioni amministrative.
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IL NUOVO
CODICE
DEI RIFIUTI
Aggiornato con il correttivo
al Testo Unico ambientale
(D.L.vo n. 4/2008)
di Luca Ramacci
Informazioni
sull'opera
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