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Condono
Edilizio Normative Regionali
(Elaborazione dati forniti da Adn kronos e Il Sole 24 ore)
a cura di Maurizio PICCA
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Non mancano le sorprese sullo stato dell'arte
delle leggi sul condono edilizio che le Regioni sono chiamate a varare entro il 12 novembre.
Tre, in particolare,
le novità che vanno segnalate, tra disposizioni effettivamente approvate (o
almeno avviate con il disegno di legge) e annunci degli assessori competenti.
Anzitutto, una
novità che peserà sul numero di adesioni - e quindi sul gettito -
è il dimezzamento degli oneri concessori
cui sta mettendo mano la Regione siciliana: misura decisamente in controtendenza
rispetto a quasi tutte le Regioni che, utilizzando la facoltà data dalla legge
nazionale, hanno invece disposto o stanno disponendo un raddoppio degli stessi
oneri (incassati dai Comuni) rispetto ai valori nazionali.
Misura tuttavia assai
attesa in Sicilia dove molti avevano lamentato l'eccessiva onerosità del
condono edilizio e annunciato la rinuncia a sanare. Comitati informali di
abusivisti avevano chiesto, nelle settimane scorse, la possibilità di mutuare
l'importo dell'oblazione e, appunto, la riduzione degli oneri concessori. Ora la
Regione Siciliana viene incontro alle esigenze del Tesoro, mantenendo fermo il
livello dell'oblazione, e scarica l'onere sui Comuni.
La seconda novità rilevante arriva da due
Regioni del centro-sinistra - Campania e Sardegna - che, in leggera difformità
rispetto ai proclami delle settimane scorse, consentiranno la sanatoria anche
delle nuove costruzioni,
sia pure molto parziale o comunque con notevoli limiti rispetto alla legge
nazionale. Il limite della Sardegna è volumetrico: 300 metri cubi - che varrà
per nuove costruzioni e ampliamenti - in luogo dei 750 previsti dalla legge
nazionale. La Campania vieterà, invece, la sanatoria di tutte le nuove
costruzioni realizzate in difformità agli strumenti urbanistici vigenti e delle
nuove costruzioni abusive localizzate nei 18 comuni dell'area vesuviana. Limiti
assai restrittivi, salvo, forse, nei Comuni privi di Prg o con strumenti
urbanistici scaduti. Resta il fatto che la Campania - che era stata la
portabandiera delle Regioni contro il condono - apre ora uno spiraglio in fatto
di sanatoria delle nuove costruzioni.
Una terza novità viene dal Molise che - unica
per ora fra le 19 Regioni e le due Province a statuto speciale - apre una falla
sulle aree vincolate. La giunta di centro-destra ha infatti intenzione di consentire la
sanatoria su un'area che considera però erroneamente inclusa fra quelle
vincolate. A conferma, però, che quello delle zone protette e demaniali è un
fronte delicatissimo e sempre aperto, anche la Sicilia sta studiando una norma
per le costruzioni abusive realizzate sul demanio marittimo, entro i 150 metri
dal litorale: con lo slogan “recupero o abbattimento”, sembra aprire la
strada a un mantenimento di queste costruzioni, anche se non è ancora chiaro
l'esito finale.
Nel quadro delle legge regionali -
ricostruito con l’elaborazione dei dati forniti dall'agenzia di stampa “Adn
Kronos” e dal quotidiano nazionale “Il Sole24ore” -
arrivano però anche tante conferme. Per esempio, la
linea durissima di Emilia - Romagna, Friuli - Venezia Giulia, Toscana e Umbria contro
la sanatoria delle nuove costruzioni e l'inserimento di ulteriori vincoli: la
riduzione dei limiti volumetrici anche per gli ampliamenti oppure
la volontà dichiarata di abbattimento di tutte le nuove costruzioni abusive
(Friuli - Venezia Giulia) o ancora l'applicazione del limite della conformità
urbanistica anche alla sanatoria per ristrutturazioni e ampliamenti (Emilia -
Romagna e Toscana).
Fa la sua comparsa, intanto, il concetto di
“abusivismo di necessità” nelle dichiarazioni degli assessori di due
Regioni governate dal Centro-destra, Lazio e Calabria. Rispetto alla volontà dichiarata da queste Regioni di
sanare solo piccoli abusi, anche in questo caso il ricorso al concetto di
“abuso di necessità” prelude all'apertura della sanatoria edilizia alle
nuove costruzioni, sia pure con limiti più restrittivi di quelli nazionali. La
regione Calabria dichiara che il disegno di legge deve essere ancora discusso
dalla giunta e non c'è nulla di certo. E aggiunge: il problema dell'abusivismo
in Calabria è preoccupante soprattutto adesso in occasione della sanatoria. Ma
non si possono criminalizzare gli abusi dovuti a lungaggini burocratiche, o
piccoli ampliamenti di bisogno come camerette, mansarde, costruite da gente in
difficoltà economica.
Teoricamente il Veneto ha invece scelto la
linea dura: niente sanatoria per le nuove costruzioni, via libera a qualche
modesto ampliamento, se
compatibile con le disposizioni urbanistiche vigenti. Ma la regione dichiara che
ci potrebbero essere valutazioni più puntuali a seconda delle diverse
costruzioni.
Resta
qualche margine di ambiguità anche per la Lombardia. Questa regione è quella
che, in assoluto, è meno intervenuta sul tema che, evidentemente, non ama.
Confermando ora, dopo il varo del Disegno di Legge regionale, che ci si
“atterrà ai parametri nazionali, con la precisazione che gli oneri concessori
saranno incrementati del 30% e che saranno escluse realizzazioni abusive
realizzate in zone a vincolo assoluto o in aree a destinazione diversa”.
Confermano nella sostanza le leggi già varate
la Liguria e la Puglia, così come il Piemonte è coerente con gli annunci.
Altra questione aperta è
quella dell'atteggiamento delle Regioni verso le domande presentate prima della
sentenza della Corte costituzionale 196/2004 in conformità al decreto legge
269/2004.
Il Lazio sarà del tutto benevolo nei
confronti delle 25mila domande presentate, un numero che non ha riscontro in
nessun'altra Regione (con netta prevalenza nella Capitale). Stessa
“flessibilità” con le domande antecedenti alla sentenza della Consulta la
dichiara l'Abruzzo.
Questo significa che per queste domande non varranno gli eventuali limiti più
restrittivi che le Regioni porranno, soprattutto in materia di condonabilità
dell'immobile.
Da segnalare, infine, gli atteggiamenti
diametralmente opposti di Piemonte e Marche verso gli immobili abusivi con
destinazione diversa da quella abitativa. Il Piemonte escluderà radicalmente qualunque sanatoria
degli immobili realizzati dalle imprese, mentre le Marche consentiranno un
limite volumetrico di ampliamento addirittura maggiore per le imprese (250 metri
cubi) rispetto alle abitazioni (150 metri cubi).
Nel
dettaglio regione per regione
Elaborazione dati forniti da Adn
kronos e Il Sole 24 ore
VALLE D'AOSTA
Tutto pronto in Valle D'Aosta dove la legge è già stata
fatta e chiude quasi tutte le porte della sanatoria. Al condono sono ammesse
solo gli interventi per adeguamenti igienico sanitari ma che non comportano
l'aumento delle unità abitative.
E anche sul fronte delle pertinenze il via libera sarà dato
solo per quelli che sono privi di funzionalità autonoma. Di condoni su immobili
poi non se ne parla nemmeno, niente nuove costruzioni e aumenti volumetrici.
E’ stato anche esteso l’area dei vincoli citando siti di rilevanza
ambientale, zone qualificate di particolare interesse e i beni culturali
isolati.
Nessuna variazione rispetto alla legge nazionale e' invece prevista per le
oblazioni. Mentre saranno aumentati del 100% gli oneri concessori con il limite
minimo fissato a 500 euro.
In tutto le domande arrivate fino ad ora sono 58. Comunque la
maggior parte delle richieste dovrebbero interessare i cambi di destinazione,
Inoltre il 90% del territorio è sottoposto a vincoli che vanno da quello
paesaggistico, alla tutela dei centri storici, all'archeologico.
PIEMONTE
Condono in linea con le direttive governative per il
Piemonte, dove limiti dimensionali e oblazioni rimangono inalterati rispetto al
provvedimento nazionale. Ma polso fermo per gli abusi non residenziali.
In linea di massima la legge, approvata pochi giorni fa dalla
giunta, rispetta i parametri stabiliti dal decreto governativo.
Oblazioni e limitazione dimensionale invariati, quindi, ma
raddoppio degli oneri di concessione da pagare ai Comuni. Pugno duro, invece,
per le costruzioni con destinazione diversa dalla residenza.
Non sarà concesso il condono, anche se, nell'ambito dell'ampliamento, si
chiuderà un occhio per la creazione di corpi di fabbrica indipendenti, purché
realizzati all'interno dell'area di pertinenza di quelli già esistenti.
In Piemonte è stata scelta la linea della leale
collaborazione tra stato e regioni. Mentre nello spirito di collaborazione tra
enti locali à stata data libertà ai Comuni per l'emissione dei pareri
sull'ammissibilità dei condoni in aree soggette a vincoli paesaggistico -
ambientali.
LOMBARDIA
Condono edilizio in versione integrale per la Lombardia
tranne che per gli oneri di concessione, aumentati del 30%. La legge che sarà
pronta a settembre, in linea di massima manterrà i parametri stabiliti dalla
legge nazionale. Unica differenza sostanziale riguarda lo stop agli illeciti in
tre casi specifici.
Non saranno soggetti a sanatoria gli abusi in zone con diversa destinazione
d'uso e opere ricettive all'area aperta, come roulotte che diventano ville nei
camping.
No anche alle costruzioni realizzate in zone soggette a
vincolo assoluto, sia esso urbanistico, ambientale o paesaggistico.
La regione Lombardia, sottolinea, che sul suo territorio non
esistono grossi “ecomostri” ma solo piccoli abusi per questo non limiteranno
troppo i parametri della legge nazionale. Se l'obiettivo e' fare cassa, non si
può rendere troppo oneroso il condono ai cittadini, evidenzia ancora la regione
Lombardia, ma bisogna renderlo appetibile.
TRENTO E BOLZANO
Anche le province autonome di Trento e Bolzano di preparano a
un giro di vite sulla sanatoria.
A Bolzano e' previsto un aumento degli oneri relativi alle
concessioni che sarà stabilito anche in base alle proposte dei comuni mentre le
oblazioni saranno lasciate invariate.
I metri condonabili dovrebbero scendere a quota 150-250.
Mentre le nuove costruzioni non saranno condonate.
La provincia di Bolzano è invece orientata ad accettare la
regola del “silenzio assenso”. In particolare Bolzano si sta orientando
verso una doppia sanatoria: più morbida per gli abusi realizzati prima del 1983
e più rigida per le violazioni che seguono questa data. La legge sarà pronta
in autunno.
Nella provincia di Trento le nuove costruzioni non potranno
essere condonate. Unica eccezione saranno gli edifici di pertinenza collegati a
costruzioni già esistenti che però non devono superare i 75 metri cubi. Mentre
sugli edifici già esistenti le variazioni non supereranno il 30% delle
dimensioni e comunque l'aumento complessivo sarà inferiore a 200 metri cubi.
Superficie che sarà ridotta a 100 metri cubi per gli edifici
soggetti a tutela degli insediamenti storici. Nel caso di opere funzionali
all'attività agricola il limite salirà a 200 metri.
Sono esclusi dalla sanatoria anche gli interventi abusivi
effettuati su aree che fanno parte del demanio pubblico e le aree gravate da
diritti di uso civico. Dal punto di vista economico invece il ritocco sarà
lieve. L'oblazione infatti non viene modificata mentre a titolo di sanzione si
dovrà pagare il 10% in più sugli oneri concessori e comunque il contributo
minimo non dovrà essere al di sotto dei 1.000 euro.
VENETO
Sarà limitato il raggio d'azione della sanatoria nel Veneto
dove sono in corso i lavori sul testo regionale.
Particolare attenzione sarà rivolta al capitolo “cambi di destinazione”.
Via libera anche a “qualche modesto ampliamento”.
Porte chiuse invece per le nuove costruzioni che, secondo gli
orientamenti regionali, non dovrebbero essere condonabili.
La regione Veneto è orientata a dire si alla sanatoria per
quanto riguarda i cambi di destinazione d'uso. No invece alle nuove abitazioni.
Ovviamente i “cambi di destinazione” dovranno essere
compatibili al contesto ambientale e urbanistico. Sarà poi dedicata particolare
attenzione anche alle aree con vincoli.
Sulle oblazioni e oneri concessori si sta ancora lavorando ma ci potrebbe essere
qualche ritocco al rialzo. Con le prime sedute di settembre la legge dovrebbe
essere pronta.
FRIULI VENEZIA GIULIA
Condono nel rispetto della legalità e contro le deturpazioni
ambientali. Questo e' il motto del Friuli Venezia Giulia, deciso a bloccare ogni
tipo di costruzione “in spregio ai vincoli ambientali e urbanistici”, forti
limitazioni dimensionali all'ampliamento, abbattimento delle nuove costruzioni,
e innalzamento di oblazioni e concessioni.
Sono ancora delle indicazioni politiche –affermano in
regione-. Se ne discuterà a settembre. Comunque, parlare di numeri adesso e'
inutile, perché il problema non e' finanziario, ma socio - ambientale.
L'importante è la quantità e la tipologia degli abusi, non tanto la somma di
denaro che ci faranno incassare. In ogni caso - precisa sempre la regione – il
Friuli non presenta grandi problemi di abuso. Per la maggior parte si tratta di
illeciti di piccole entità come insignificanti ampliamenti interni.
LIGURIA
La Liguria stringe le maglie del condono. Scende a 450 metri
cubi il limite massimo di ampliamento e aumentano del 10% le oblazioni e tra il
30% e 100% gli oneri di concessione a seconda delle zone. La legge, spiegano in
regione, era già pronta prima della sentenza della Corte costituzionale.
La regione chiuderà un occhio sugli abusi che interessano la
prima casa, il cui “costo” di condono subirà aumenti percentuali solo della
metà, rispetto alle quote stabilite dalla legge regionale. Flessibilità anche
per gli edifici costruiti prima della sentenza della Corte: “per chi si è
attenuto alla legge nazionale, prima della sentenza – precisano in regione -
è prevista la possibilità di regolamentazione in base alla normativa
regionale”.
In particolare gli oneri concessori aumenteranno del 100% per
le zone costiere, del 50% per le aree collinari e 30% per l'entroterra. ''La
Liguria non ha la cultura dell'abuso – continuano in regione -, infatti ci
aspettiamo pratiche di piccole entità. Ma nonostante questo, abbiamo elevato al
massimo le quote anche per destinare una parte degli introiti ad iniziative di
riqualificazione ambientale”. Le domande ricevute prima della sentenza,
precisano in regione, ''sono poche decine. E anche quelle in arrivo saranno
pratiche per condoni di piccole entità”.
EMILIA ROMAGNA
No di fatto alla sanatoria in l'Emilia Romagna dove la legge
e' pronta. “Siamo all'opposto di quello che e' stato deciso a livello
nazionale” affermano in regione. Per le multiproprietà, il cui limite massimo
e' stato fissato dalla legge nazionale a 3.000 metri cubi, il tetto stabilito
dalla regione è di 100 metri cubi, che non varia per le singole richieste.
Nelle zone di pregio invece ci sarà un'ulteriore giro di
vite: il massimo condonabile sarà pari a 50 metri cubi.
In sostanza per la regione “solo a chi ha fatto degli abusi
irrilevanti sarà consentito di sanare” e comunque sempre fuori dalle aree
protette da vincoli. Nessuna speranza per le nuove costruzioni che “non
possono essere sanate”. Inoltre il silenzio assenso dalla regione non sarà
consentito, aggiungono dalla regione.
I vincoli stabiliti dalla regione non sono solo questi:
“Chi ha costruito edifici all'interno dell'area demaniale li dovrà demolire.
Mentre per tutti quelli che hanno avuto contributi pubblici e hanno fatto abusi
edilizi non e' ammessa la sanatoria e perderanno diritto ai contributi. E a chi
li ha già avuti saranno revocati”.
Insomma il provvedimento dell'Emilia Romagna “non ha niente
a che vedere con la legge nazionale. Siamo obbligati a fare la legge – spiega
la regione - perché altrimenti entrerebbe in vigore quella varata dal governo.
Ma il nostro un provvedimento fatto per punire i trasgressori mentre quella
nazionale è una legge fatta esclusivamente per incassare soldi”. Le oblazioni
saranno aumentate del massimo consentito dalla legge: del 10%. Lo stesso vale
per gli oneri concessori che saranno aumentati del 100%. E per chi ha presentato
la domanda prima della sentenza della Corte costituzionale dovrà rispondere a
criteri e requisiti della legge altrimenti si procederà alla demolizione.
TOSCANA
Stop di fatto alla sanatoria dalla Toscana dove spiegano
nulla sarà fatto “se non è conforme agli strumenti urbanistici, niente in
area protetta, demaniale e niente di nuovo”.
La legge regionale sarà pronta a settembre ma già sono ben
chiare le linee guida. Solo le ristrutturazioni potranno essere sanate e anche
in questo caso, “saranno condonabili solo poche decine di metri. Sicuramente
sotto i 100 metri cubi per ristrutturazione e solo se conformi al piano
regolatore”.
E per chi ha già presentato la domanda, ma non rientra nei parametri fissati
dalla regione, è in arrivo la demolizione dello stabile. “Chi ha già aderito
alla sanatoria ma non rientra nei parametri della legge sotto il profilo penale
– precisano dalla regione - sarà
in regola, dal punto di vista penale, perché ha pagato, ma l'edificio sarà
comunque demolito”.
Complessivamente, secondo la regione, le domande presentate
“saranno poche decine”, anche grazie alla norma restrittiva che sarà messa
in campo dalla Toscana.
LAZIO
Condono “diversificato” per il Lazio. Oblazioni e
concessioni potrebbero variare in base al riconoscimento dei cosiddetti “abusi
di necessita”. L'orientamento, spiegano dalla regione, e' quello di mantenere
gli importi, previsti dal governo, per gli abusi in zone popolari, e invece
l'innalzamento al massimo, 10 % per oblazioni e 100% per concessioni per le
illegalità” in zone “di lusso”.
Il limite massimo per l'ampliamento degli edifici sarà
invece ridotto a 300 metri cubi. Via libera anche alle nuove costruzioni. Per
adesso, precisano in regione, “sono solo orientamenti generali”.
L'assessorato all'Urbanistica, infatti, presenterà solo a fine agosto la bozza
del disegno di legge.
”In ogni caso – precisano in regione - non saranno sanati abusi in zone
sottoposte a tutela ambientale”, anche se il Lazio sarà indulgente verso gli
abusi fatti prima della sentenza della Corte e per le nuove costruzioni, che
avranno lo stesso trattamento dei piccoli illeciti. Linea morbida, quindi,
dettata anche dalle numerose domande già arrivate. Solo nella capitale,
affermano in regione, sono 25.000 e interessano abusi di ogni tipo. “In linea
di massima – precisano in regione - ci atterremo alle direttive della legge
nazionale”.
UMBRIA
L'Umbria si prepara al condono edilizio con “parametri
restrittivi da mettere in campo”. La regione ha annunciato che saranno puniti
chi furbescamente ha realizzato abusi impattanti sul territorio, mentre saranno
condonate opere di modesta entità, riconducibili per lo più a pertinenze e
ampliamenti di edifici esistenti. Le metrature condonabili saranno proporzionali
all'ampiezza degli edifici già esistenti. Sarà possibile sanare ampliamenti
fino a 15 metri quadrati di superficie per unità immobiliari non superiori a
100 mq.
Il rapporto cresce in 20mq condonabili per immobili con
superficie tra i 101 ed i 200 mq e fino a 25 mq condonabili in immobili con
superficie superiore ai 200 mq. La giunta regionale ha già “preadottato” un
atto legislativo che prevede norme in materia di vigilanza, responsabilità
sanzioni e sanatoria in materia edilizia.
Il provvedimento sarà portato all'esame del Consiglio
regionale entro il prossimo settembre.
La proposta legislativa, precisano in regione, “tiene conto delle
caratteristiche dell'Umbria dove, anche grazie al controllo sociale e
amministrativo esercitato sul territorio” sono stati realizzati abusi edilizi
di piccole dimensioni”. L'Umbria si prepara al condono, quindi, con
“parametri più restrittivi rispetto a quelli consentiti dalla norma
nazionale”.
MARCHE
Versione “molto ridotta” del condono edilizio nelle
Marche. La legge ridimensiona infatti le metrature sanabili e dice no a nuovi
edifici. I metri condonabili per gli allargamenti, affermano in regione, saranno
ridotti a 100 - 150 metri cubi. Limite che potrebbe essere portato a 250 metri
cubi per quanto riguarda gli edifici adibiti ad attività produttive.
Inoltre “aumenteremo le oblazioni e gli oneri di
urbanizzazioni” sottolineano in regione. In particolare per quanto riguarda le
oblazioni l'orientamento è quello di alzare del 10% rispetto alla normativa
nazionale, cioè il massimo. Libertà
ai comuni invece in materia di oneri concessori. Sia ben chiaro che “gli oneri
li aumenteremo” dichiarano in regione. Ma si vuole dare anche ai comuni la
possibilità di giostrare le variazioni”.
Non saranno condonabili invece gli edifici costruiti nelle
aree demaniali e inoltre la regione sarà più severa per gli illeciti
realizzati in aree protette e vincolate. E demolizioni in vista per chi aveva già
presentato la domanda prima della sentenza della Corte costituzionale e non
rientra nei parametri stabiliti dalla regione.
“Chi ha fatto l'autodenuncia si e' messo nei guai,
affermano in regione. A metà settembre, comunque ci sarà il via libera alla
legge. “Ovviamente – assicurano in regione - sentiremo anche le categorie
interessate”.
ABRUZZO
Elevare tasse e oblazioni e abbassare la superficie
condonabile. Queste sono le linee guida su cui si baserà la legge sul condono
edilizio in Abruzzo. Si tratta “di orientamenti politici”, precisano in
regione, su cui si articolerà il lavoro della giunta. Verranno quindi condonati
solo piccoli abusi, precisano in regione, che riguarderanno la maggior parte
delle domande. “La nostra regione è per il 40% soggetta a tutela ambientale
– spiegano in regione - e ci aspettiamo piccoli abusi”. Per le domande
presentate prima che la Corte costituzionale emettesse la sentenza “si cercherà”
di essere flessibili” affermano in regione. E in linea di massima “si
cercherà di seguire le indicazioni della legge nazionale”.
“Comunque – precisano ancora - la discussione sulle
procedure è ancora in alto mare. Per adesso ci sono solo indicazioni politiche,
ancora da sviluppare in sede tecnica. Quindi è ancora prematuro parlare di
parametri”.
MOLISE
Via libera al condono in Molise dove ci saranno solo delle
piccole modifiche rispetto alla legge nazionale. Le oblazioni, spiegano in
regione, “saranno ritoccate, ma in modo molto lieve. Mentre per quanto
riguarda gli oneri concessori deleghiamo ogni comune a quantificare la somma che
ognuno ritiene più opportuna”. Per quanto riguarda i vincoli territoriali nel
Molise sarà possibile edificare anche in alcune zone vincolate. Un via libera
dato in particolare solo per un'area che erroneamente era stata designata zona
protetta.
Sarà recepito integralmente anche l'indirizzo sulla
metratura condonabile nelle costruzioni già realizzate, pari a 750 metri per
ogni unità abitativa. Certo ci sono alcune cose nella legge nazionale, che sono
poco chiare: “andava elaborata con più chiarezza”. E se i punti critici non
andranno chiariti la sanatoria “non si attuerà mai”. Saranno inoltre
accettate le nuove costruzioni anche se, spiegano ancora in regione, in Molise
“saranno veramente pochi i casi di nuovi edifici costruiti” e in generale di
condono. Il provvedimento, ci tengono a precisare, non piace al Molise: “Non
abbiamo fatto salti di gioia quando il governo ha messo in campo la sanatoria.
Non siamo favorevoli ad abusivismo edilizio”.
CAMPANIA
Provvedimento a maglie strette anche in Campania dove non
potranno essere condonate nuove costruzioni realizzate in difformità alle norme
urbanistiche. Il disegno di legge è già stato approvato e prevede l'esclusione
delle abitazioni con destinazione residenziale realizzate nei 18 comuni della
zona rossa del Vesuvio e delle opere costruite nelle aree demaniali e nelle aree
vincolate. Inoltre le volumetrie condonabili sono state ridotte. Si stabilisce
che gli ampliamenti non devono essere superiori al 10% delle dimensioni
originarie o, in alternativa, non devono comportare un ampliamento superiore ai
150 metri cubi.
Lieviteranno i costi per aderire alla sanatoria. La regione
ha infatti stabilito che l'oblazione sarà incrementata del 10% mentre gli oneri
concessori del 100%. Rigidi criteri sono poi stabiliti per gli accertamenti
relativi ai tempi di costruzione. Inoltre non vale il silenzio assenso. Il
comune deve necessariamente dare una risposta al cittadino che presenta la
domanda di condono. Se trascorsi 24 mesi il comune non ha accettato la
richiesta, si potrà chiedere l'intervento sostitutivo della provincia.
BASILICATA
Interventi molto restrittivi arriveranno dalla Basilicata
dove l'intenzione, spiegano in regione, e' quella di “restringere il più
possibile le disposizioni nazionali”. Anche se si tratta solo di linee guida
è già chiaro che nella regione saranno ammessi solo piccoli abusi. In
particolare, per quanto riguarda le volumetrie di ampliamento, “andiamo verso
una grande restrizione” specificano in regione.
Mentre non c'e' nessuna speranza per le nuove costruzioni che non potranno
essere sanate.
Porte chiuse anche per gli abusi costruiti su aree vincolate.
Che si tratti di piccole o grandi infrazioni, nelle zone
protette, “non sarà condonato niente” precisano in regione. Le oblazioni,
affermano ancora, non dovrebbero essere aumentate. Mentre prima di decidere in
materia di oneri concessori la regione vuole ascoltare i comuni: “si deciderà
dopo una concertazione”. Saranno diverse le richieste che arriveranno perché,
spiegano, il territorio delle Basilicata è molto diversificato”. L'intenzione
comunque, ribadiscono, è quella di “fare una legge molto restrittiva per
ridimensionare il più possibile il raggio d'azione del condono”.
CALABRIA
Polso fermo in Calabria dove il fenomeno abusivismo “è
invadente e disastroso”. Condono morbido, invece, per gli “abusi di
bisogno” e di “disservizio amministrativo”, ma linea dura per speculazioni
edilizie e nuove costruzioni, spiegano in regione. Inoltre “siamo intenzionati
ad alzare oblazioni e concessioni e a limitare metrature di ampliamento. Ma il
disegno di legge deve essere ancora discusso dalla giunta. Non c'e' nulla di
certo” precisano .
“Il problema dell'abusivismo in Calabria – continuano -
è preoccupante soprattutto adesso in occasione della sanatoria. Ma non si
possono criminalizzare gli abusi dovuti a lungaggini burocratiche, o piccoli
ampliamenti di bisogno come camerette, mansarde, costruite da gente in difficoltà
economica.
Invece devono essere punite duramente le speculazioni
edilizie e, infatti, per il periodo di agosto la regione ha allertato le forze
dell'ordine per vigilare sul territorio”. Già da tempo, comunque, la Calabria
e' impegnata in una seria pianificazione territoriale, attraverso piani di
sviluppo e recupero urbano. “E' fondamentale – spiegano in regione - una
pianificazione rigorosa a monte, così da dissuadere il cittadino ad affidarsi a
strumenti come il condono”.
PUGLIA
La Puglia si “adeguerà alla legge nazionale” spiegano in
regione. “Avevamo già recepito il provvedimento governativo.
Dopo ci siamo fermati in attesa del contenzioso e della
sentenza della Corte costituzionale. A settembre saremo pronti”. Le modifiche
che apporterà la regione riguardano esclusivamente gli aggiornamenti relativi
alle date ma la sanatoria “sarà in linea con quanto previsto dalla legge
nazionale” assicurano in regione.
Unica eccezione, spiegano ancora, riguarderà le aree
vincolate che “non saranno oggetto di condono”. Verranno inoltre ritoccate
anche le oblazioni, alzate del 10%.
SICILIA
L'orientamento, spiegano in regione, e' quello recepire
integralmente il provvedimento nazionale. “Non vogliamo toccare l'impianto
della norma nazionale”. Addirittura la regione va verso una maggiore clemenza
nei confronti degli abusi edilizi. La legge dovrebbe infatti abbattere gli oneri
di urbanizzazione e concessione che saranno addirittura ridotti del 50%, mentre
l'oblazione non verrà aumentata. Rimane invariato a 750 metri il tetto per chi
ha allargato lo stabile. In base alle tipologie su cui lo Stato ci consente di
lavorare, si provvederà poi ad eventuali restrizioni.
In particolare saranno interessate le costruzioni vicino al mare. E’ allo
studio infatti un disegno di legge “per portare al recupero o all'abbattimento
delle abitazione che si trovano nei 150 metri adiacenti alla spiaggia”. Certo
è che su alcune zone non si potrà costruire, e chi lo ha già fatto dovrà
provvedere alla demolizione: “di sicuro - afferma in regione - non si possono
consentire abusivismi nelle aree protette di parchi e riserve naturali. Ci
batteremo affinché le abitazioni abusive costruite in questi territori possano
essere abbattute”.
SARDEGNA
In linea con il Governo le indicazioni che arrivano dalla
Sardegna, dove la legge regionale rispetterà sostanzialmente le direttive
nazionali. Unica fondamentale differenza, il limite all'ampliamento
dell'immobile, che per la regione autonoma non può superare i 300 metri cubi.
Rimangono invece inalterati oblazioni e oneri concessori e si chiuderà un
occhio per le nuove costruzioni che, secondo la regione, “'non hanno alcuna
distinzione con i normali ampliamenti, e saranno affrontate con lo stesso metro
di giudizio”.
Sbarramenti,
invece, per quanto riguarda le zone sottoposte a vincoli imposti da leggi
regionali e statali, a tutela ambientale e paesistica o per immobili ritenuti
patrimonio nazionale: non sarà prevista alcuna sanatoria. “Rispetteremo la
legge regionale già approvata prima della sentenza della Corte Costituzionale
– spiegano in regione. Provvedimento che del resto era già in linea con la
sentenza. Non credo ci saranno ulteriori modifiche”.