Beni Culturali. Prescrizioni di tutela indiretta
Data: Martedi, 7 Ottobre 2008
Argomento: Beni Culturali


Cass. Sez. III n.37470 del 2 ottobre 2008 (Ud. 26 giu. 2008)
Pres. De Maio Rel. Petti Ric. PG in proc. Stenico
Beni Culturali. Prescrizioni di tutela indiretta

Le prescrizioni imposte a tutela indiretta del bene vincolato non devono essere confuse con gli obblighi imposti con i vincoli diretti. Le prescrizioni a norma dell'articolo 45 impongono, per ragioni d'interesse pubblico, delle vere e proprie limitazioni al diritto di proprietà del singolo. Nel momento in cui la pubblica amministrazione ha motivato un vincolo indiretto di inedificabilità assoluta di alcune aree adiacenti al monumento direttamente vincolato al fine di conservare l'integrità del fondale e la vista del bene, il proprietario dell'area circostante non può apportare al suolo di suo proprietà alcuna modificazione in contrasto con la prescrizione. I divieti possono essere assoluti o relativi. Se il divieto è assoluto, l'attività vietata non può essere svolta neppure con la preventiva autorizzazione amministrativa. Nessuno può ad esempio essere autorizzato ad aprire una cava nella zona di rispetto del Colosseo o a costruire rispettando le sole distanze previste dal codice civile. La natura istantanea o permanente del reato dipende dalla natura della condotta che offende il bene tutelato. Il vincolo di inedificabilità assoluta e il divieto assoluto di svolgere una determinata attività danno solitamente luogo a reati permanenti perché l'offesa si protrae fino al ripristino della situazione ambientale precedente. Se invece trattasi di prescrizioni relative a limitazioni del diritto di edificazione, il quale potrebbe tuttavia essere esercitato previa autorizzazione preventiva dell' autorità preposta alla tutela del bene il reato ha sì natura permanente, ma la permanenza cessa con l'ultimazione dell' opera. Il vincolo d'immodificabilità della fascia di rispetto riguarda non solo le opere definitive ma anche quelle precarie, poste in essere sul bene o nelle immediate vicinanze di esso. L'articolo 20 del codice Urbani vieta l'uso di un bene culturale non compatibile con il suo carattere.



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