fbonfatti ha scritto "REGOLAMENTO N.1907/2006: ULTIMI GIORNI PER L’ADEGUAMENTO
a cura del Dott. Filippo Bonfatti
Tra meno di una settimana, il 1° dicembre prossimo, scadranno i termini per la prima fase applicativa del Regolamento(CE) n.1907/2006 (cd. Reach). Questa prima fase ha previsto la possibilità di pre-registrare alla Agenzia Europea delle Sostanze Chimiche (ECHA) le sostanze importate da Paesi extra UE o prodotte direttamente in UE, posponendo il termine ultimo per la loro registrazione effettiva ai prossimi anni (2010, 2013, 2018), con scadenze dettate dalle quantità prodotte o importate. Ad oggi sono quasi 2.000 le imprese italiane che hanno provveduto ad adeguarsi al nuovo Regolamento sulle sostanze chimiche che garantirà un maggiore controllo nell’importazione e nella produzione dei “chemicals” a beneficio della salute per gli utilizzatori.
La pre-registrazione non è possibile per le sostanze prive di numero EINECS o non comprese nelle liste NLP, ovvero le nuove sostanze dell’inventario europeo.
Le sostanze altamente pericolose, quali le CMR saranno altresì soggette direttamente a registrazione entro il 2010, insieme a quelle prodotte o importate oltre le 1.000 tonnellate/anno.
Nei casi di sostanze cancerogene, mutagene o teratogene l’Agenzia Europea si riserverà a seguiti della presentazione di richiesta di autorizzazione a limitarne l’uso o a negarlo del tutto.
Fine ultimo del procedimento è quello di ridurre il numero di sostanze altamente pericolose in commercio e incentivarne la sostituzioni con meno pericolose.
In tutti i casi, la registrazione prevista per i prossimi anni richiederà la preparazione di un fascicolo tecnico per ogni sostanza che riporti pericolosità (supportata da tests), usi consentiti, rischi per la salute, proprietà e precauzioni.
Le PMI, potenzialmente più penalizzate, godranno di facilitazioni economiche e di supporto tecnico.
Esse potranno inoltre, come del resto le grandi aziende, aderire inoltre a consorzi specifici che consentiranno di ridurre i costi operativi di registrazione, condividendo le spese con gli altri consorziati.
Si ricorda che il Regolamento Reach è una normativa solamente europea pertanto porterà ad un inevitabile aumento dei costi dal momento che l’importazione da paesi extra UE non sarà più così semplice e soprattutto, perché essa sia consentita, si dovrà realizzare una delle seguenti possibilità: l’azienda importatrice provvederà direttamente alla registrazione delle sostanze importate, oppure dovrà essere l’azienda con sede nel Paese extra UE a nominare un rappresentante esclusivo in Europa per la registrazione e vendita ai propri utilizzatori a valle.
La pre-registrazione può essere fatta direttamente dalle aziende entro il 30 novembre 2008 tramite il portale Reach-IT, anche se con una media di 5.500 pre-registrazioni al giorno, si consiglia di mettersi in regola il prima possibile, in quanto il server potrebbe malfunzionare per “eccesso di traffico”.
Attualmente per l’Italia non è stato ancora definito il quadro sanzionatorio, mentre per altri Paesi è già stato delineato un apparato di tipo penale, certo è che in Italia, chi ignorasse il regolamento continuando a produrre o importare “chemicals” dopo il 30 novembre 2008 senza pre-registraizone, rischierebbe multe variabili tra i 30.000 e i 150.000 euro.
Ad oggi, a fronte delle previste 30.000 pre-registrazioni, l’ECHA ha ricevuto oltre 1.250.000 richieste, il motivo potrebbe risiedere in una “ignoranza” della norma che porta alla filosofia del “nel dubbio pre-registro” o nel fatto che molte aziende hanno pre-registrato materie prime, derivati, intermedi e prodotto finale.
L’Italia è oggi quinta nella classifica dei Paesi pre-registranti con 59.450 pre-registrazioni (fonte: Il Sole 24 Ore del 21/11/08), davanti alla Spagna e immediatamente dietro Francia e Paesi Bassi. Prima la Germania con oltre 462.000 pre-registrazioni. Il numero medio delle sostanze pre-registrate per ogni impresa italiana è di circa 30, quasi un terzo rispetto alla Germania.
Dal 1° gennaio 2009, dopo la pubblicazioni degli elenchi, le imprese o il loro consorzi (ne sono già nati un centinaio in Italia), prepareranno i dossier finali per la registrazione vera e propria. Il costo complessivo stimato per le operazioni Reach varia dai 2,8 ai 5 miliardi di euro all’anno (fonte: Il Sole 24 Ore del 21/11/08).
Filippo Bonfatti
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